Nodo, Rete e Cliente

La Rete vende al cliente un prodotto/servizio risul­tante delle sin­ergie dei nodi suoi com­po­nenti e, contemporaneamente, il nodo stesso può vendere diret­ta­mente al cliente il suo prodotto/servizio specifico.

Nell’interazione diretta Nodo-Cliente, la Rete non presta alcuna fun­zione. Il nodo svolge il suo ruolo tradizionale di impresa : dialoga con il cliente, gen­eral­mente si accolla i rischi finanziari della transazione, gestisce la logis­tica, il mag­a­zz­ino, i for­n­i­tori, le risorse umane, la qualità. Si occupa anche del suo core busi­ness, pro­duce il bene, svolge il suo lavoro.  Il cliente gestisce la trasfor­mazione del prodotto, facendolo tran­sitare da azienda ad azienda lungo la catena del valore.

Quando il cliente com­pra dalla Rete, alla Rete viene demandato il con­trollo dell’intera catena del val­ore del prodotto. La Rete, sposta sul nodo prin­ci­pale, tutte le attiv­ità ausil­iarie all’attività prin­ci­pale : il sin­golo nodo ha la pos­si­bil­ità di con­cen­trarsi esclu­si­va­mente sul pro­prio core business.


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Contratti reti di imprese: sono davvero utili ?

L’articolo nella sua ver­sione orig­i­nale è stato pub­bli­cato su patriziopinnaro.com


Il 3 mag­gio 2012 si è tenuto un incon­tro a Potenza, pro­mosso dalla Cam­era di Com­mer­cio, per illus­trare “IL CONTRATTO DI RETE” , a cui ho parte­ci­pato con vivo inter­esse, ma i dubbi che già avevo all’inizio, purtroppo, sono aumentati.

Pur riconoscendo lo sforzo dell’Ente cam­erale potentino e della Regione Basil­i­cata, ritengo che si stia, forse incon­sapevol­mente, com­met­tendo un grave errore, in quanto l’azione pro­mossa, sem­bra essere lim­i­tata solo alla con­ces­sione di con­tributi economici.

In un grave momento di crisi, come quello che sti­amo attra­ver­sando, infatti, l’introduzione di nuovi fardelli ammin­is­tra­tivi, può essere effi­cace solo se ha la final­ità di con­sen­tire un mag­giore sviluppo locale, poco importa la pos­si­bil­ità per le imp­rese di poter avere lo sgravio fis­cale degli utili. Non c’è bisogno certo di un con­tratto di rete per aumentare i ricavi e ridurre i costi, l’adozione di una buona strate­gia può già portare a questi risul­tati, senza che sia nec­es­saria la sot­to­scrizione di un con­tratto di rete d’impresa, che dovrebbe nascere dal basso, con tutte le crit­ic­ità che ne con­seguono. Come pure non è pos­si­bile ipo­tiz­zare l’utilizzo di questo stru­mento, con le stesse modal­ità che sono adot­tate in Italia, il tes­suto pro­dut­tivo locale è cer­ta­mente diverso dalle altre aree pro­dut­tive nazion­ali, cam­bia perfino da ter­ri­to­rio a ter­ri­to­rio, fig­uri­amoci da Regione a Regione. La con­ces­sione di con­tributi per la pro­mozione dell’oggetto del con­tratto di rete e per la cos­ti­tuzione dello stesso, poi, appar­tiene ad una log­ica fal­li­mentare, in quanto sono uti­liz­zate risorse, anche ingenti, visto che si parla per il primo bando regionale di 10 mil­ioni di euro, senza che siano indi­vid­uati i set­tori strate­gici, per ter­ri­to­rio, su cui puntare.

Inoltre, sem­bra che non vi sia nes­suna volontà polit­ica di uti­liz­zare i con­tratti di rete per creare nuova occu­pazione, per aiutare i ter­ri­tori a crescere, i lim­iti evi­den­ziati da un rap­p­re­sen­tante di un Con­sorzio vini­colo lucano, fanno capire come le Isti­tuzioni pre­poste, con­tin­uino ad essere miopi, ieri come oggi.

Oltre alla man­canza della cul­tura dello stare insieme, non attribuibile solo agli impren­di­tori, che per natura nascono, crescono e si svilup­pano, pro­prio gra­zie ad una buona dose di indi­vid­u­al­ismo, la polit­ica non si sforza di creare il col­lante nec­es­sario per agevolarla. Il con­creto esem­pio, delle dif­fi­coltà, di fare acquisti insieme, da parte del Con­sorzio, dimostra il fal­li­mento della polit­ica, che invece di agevolare e sostenere, anche eco­nomi­ca­mente, la nascita di aziende di sup­porto, nell’ottica di creare delle fil­iere pro­dut­tive, ritiene più facile con­cedere i clas­sici con­tributi a piog­gia, poco importa che ter­mi­nate le risorse, le effet­tive ricadute per il ter­ri­to­rio siano molto limitate.

Infatti, sarebbe aus­pi­ca­bile non perdere questa ulte­ri­ore oppor­tu­nità, cre­ando delle micro aziende a sup­porto delle attiv­ità pro­dut­tive locali, volendo restare nell’esempio del Con­sorzio vini­colo, non sarebbe certo una cat­tiva idea, almeno ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità di creare un’azienda che pro­d­uca in loco le bot­tiglie, invece di cer­care il pro­dut­tore, mag­ari pure estero, che fa il prezzo migliore.

Questo approc­cio cul­tur­ale, se appli­cato a tutti i set­tori, potrebbe creare e garan­tire numerosi nuovi posti di lavoro, con­sen­tendo alle imp­rese di essere anche più com­pet­i­tive sul mer­cato, in quanto ver­reb­bero ridotti i costi di trasposto per l’approvvigionamento, ed in pochi anni, potreb­bero essere ammor­tiz­zati anche gli inves­ti­menti nec­es­sari. E’ nec­es­sario uno sforzo da parte di tutti, soltanto in questo modo, pos­si­amo avere qualche sper­anza, altri­menti con­tin­uer­emo a perdere i tanti treni che pas­sano, finchè non ne passer­anno più ed allora sarà troppo tardi…

 

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Puglia, Consulenze per l’innovazione tecnologica

Fonte : Sis­tema Puglia

Ecco il nuovo bando della Regione Puglia per le imp­rese che vogliono inno­vare.
10.000.000 di euro per favorire i servizi di con­sulenza per l’innovazione tec­no­log­ica nelle pic­cole e medie imp­rese. È questo l’ultimo impegno della Regione Puglia per com­pletare la fil­iera degli incen­tivi per inno­vazione e ricerca.

Il nuovo avviso sostiene lo sviluppo ed il raf­forza­mento delle pic­cole e medie imp­rese attra­verso l’acquisizione di servizi spe­cial­is­tici (quindi con­sulenze) a sup­porto dell’innovazione tec­no­log­ica. In par­ti­co­lare saranno agevolati :

  • i servizi di sup­porto all’innovazione di prodotto nella fase di con­cetto (in prat­ica l’idea innovativa);
  • i servizi tec­no­logici di prog­et­tazione per l’innovazione di prodotto e di processo produttivo;
  • i servizi tec­no­logici di sper­i­men­tazione (quindi prove e test);
  • i servizi di ges­tione della pro­pri­età intel­let­tuale (quindi i brevetti);
  • gli studi di fat­tibil­ità per la real­iz­zazione di prog­etti di ricerca indus­tri­ale, sviluppo sper­i­men­tale, trasfer­i­mento tecnologico;
  • i servizi per l’efficienza ambi­en­tale ed energetica.

Alla base del nuovo inter­vento la con­vinzione che sostenere la domanda di inno­vazione espressa dalle imp­rese le aiuta a diventare più com­pet­i­tive reagendo meglio alle sfide del mer­cato nazionale e inter­nazionale.
Le aziende pos­sono parte­ci­pare al bando sin­go­lar­mente o asso­ciate in una rete o in un con­sorzio cos­ti­tu­iti cias­cuno da almeno tre imp­rese.

L’intensità di aiuto è del 60% se si tratta di micro o pic­cole imp­rese orga­niz­zate forma sin­gola, stessa inten­sità se si tratta di reti di Pmi; l’aiuto sarà pari invece al 50% dell’investimento se l’azienda è media e si pre­senta singolarmente.

Le can­di­da­ture devono prevedere un inves­ti­mento min­imo di 15mila euro per le microim­p­rese, di 25mila euro per le pic­cole imp­rese, di 30mila euro per le medie imp­rese e di 40mila euro per le reti o i consorzi.

Le attiv­ità ammesse a finanzi­a­mento dovranno avere una durata mas­sima di 12 mesi a par­tire dalla data di inizio attività.

L’avviso è gestito dall’area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione, servizio Ricerca indus­tri­ale e Inno­vazione che si avvale della soci­età in house Inno­va­Puglia in qual­ità di organ­ismo inter­me­dio per la ges­tione e l’attuazione delle attiv­ità.
Il bando, già pub­bli­cato sul Bol­let­tino uffi­ciale della Regione Puglia, è disponi­bile sul por­tale www.sistema.puglia.it.

Modal­ità di attuazione
Le domande di agevolazione si potranno trasmet­tere con pro­ce­dura on-line a par­tire dalle ore 15.00 del 02 luglio 2012 , ter­mine ultimo fis­sato alle ore 15.00 del 09  novem­bre 2012.

Fonte : Sis­tema Puglia

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Toscana, investimenti in ricerca in progetti dedicati al turismo sostenibile e competitivo

Fonte : Regione Toscana

Bando per la pre­sen­tazione delle domande di aiuti alle imp­rese per inves­ti­menti in mate­ria di ricerca indus­tri­ale e sviluppo sper­i­men­tale nell’ambito di prog­etti region­ali ded­i­cati al tur­ismo sosteni­bile e competitivo

La Regione Toscana pub­blica il pre­sente bando in attuazione della Linea di inter­vento 1.5 d) del Doc­u­mento di Attuazione Regionale del POR “Com­pet­i­tiv­ità regionale e occu­pazione FESR 2007 — 2013”, con l’obiettivo di selezionare, coer­ente­mente con le politiche nazion­ali e comu­ni­tarie di sostegno alla ricerca, all’innovazione ed al trasfer­i­mento tec­no­logico ed ai pro­grammi region­ali di sviluppo, prog­etti di ricerca e sviluppo nel set­tore del tur­ismo sosteni­bile e com­pet­i­tivo elab­o­rati da parte­nar­iati com­posti da pic­cole
e medie imp­rese d’ora in poi chia­mate PMI.

Il bando vuole pro­muo­vere la ricerca ed il trasfer­i­mento tec­no­logico in ambito tur­is­tico, innescare nuovi pro­cessi strate­gici di qual­i­fi­cazione ed inno­vazione delle PMI della fil­iera del tur­ismo e raf­forzare le scelte impren­di­to­ri­ali verso inves­ti­menti per la real­iz­zazione di nuovi prodotti e servizi, sti­mo­lare pro­cessi di aggregazione delle imp­rese attra­verso forme di alleanza strate­gica su speci­fici temi e pro­muo­vere la sosteni­bil­ità e la com­pet­i­tiv­ità dell’offerta turistica.

Nello speci­fico, l’intervento si riv­olge a pic­cole e medie imp­rese che, nell’ambito di una forma aggre­gata
(come ad esem­pio un Rag­grup­pa­mento Tem­po­ra­neo di Imp­rese, Con­sorzio, Soci­età con­sor­tile, Reti di
impresa) com­posta da almeno cinque imp­rese tur­is­tiche oper­anti sul ter­ri­to­rio della Toscana, col­lab­o­rano ad
un prog­etto comune di inves­ti­mento che preveda un alto grado di inno­vazione e sper­i­men­tazione di nuovi
prodotti o servizi in ambito turistico.Le PMI des­ti­natarie della pre­sente misura sono quelle del set­tore tur­ismo, come meglio spec­i­fi­cato al
suc­ces­sivo para­grafo 4.2. Della forma aggre­gata, in aggiunta ad almeno cinque imp­rese del set­tore turismo,possono far parte anche imp­rese di altre tipolo­gie pro­dut­tive le cui attiv­ità di ricerca e sviluppo
tec­no­logico tro­vino appli­cazione nel set­tore del tur­ismo. Pos­sono far parte del parte­nar­i­ato anche enti locali purché non risultino ben­e­fi­ciari di risorse prove­ni­enti
dalla pre­sente Linea di finanziamento.

Prog­etti tar­get del bando sono prog­etti di ricerca appli­cata, sviluppo sper­i­men­tale ed inno­vazione, rifer­iti alla tem­at­ica del tur­ismo sosteni­bile e com­pet­i­tivo, intrapresi da PMI tur­is­tiche con­giun­ta­mente ad un parte­nar­i­ato strategico9. I prog­etti pre­sen­tati saranno diretti alla iden­ti­fi­cazione di nuovi prodotti tur­is­tici sia nella forma di orga­niz­zazione e uti­liz­zazione delle risorse endo­gene delle des­ti­nazioni (com­presa la creazione di club di prodotto o clus­ter di imp­rese) sia nella forma di acqui­sizione da parte del tur­ista. Le tem­atiche di rifer­i­mento sono le seguenti:
♦ Tur­ismo bal­n­eare
♦ Tur­ismo enogas­tro­nom­ico
♦ Tur­ismo cul­tur­ale (con par­ti­co­lare rifer­i­mento alla Via Fran­ci­gena e agli Etr­uschi)
♦ Tur­ismo sco­las­tico e delle famiglie
♦ Tur­ismo nat­u­ral­is­tico e sportivo
♦ Tur­ismo della mon­tagna
♦ Tur­ismo ter­male e del benessere
♦ Tur­ismo congressuale

Tali prog­etti dovranno obbli­ga­to­ri­a­mente vert­ere su uno o più dei seguenti ambiti di attiv­ità:
1. Impatto dei trasporti
2. Qual­ità della vita dei res­i­denti
3. Qual­ità della vita dei lavo­ra­tori del tur­ismo
4. Desta­gion­al­iz­zazione
5. Con­ser­vazione attiva del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale
6. Con­ser­vazione attiva del pat­ri­mo­nio ambi­en­tale
7. Con­ser­vazione attiva delle iden­tità dis­tin­tive delle des­ti­nazioni tur­is­tiche
8. Riduzione ed ottimiz­zazione delle risorse nat­u­rali con par­ti­co­lare rifer­i­mento all’acqua
9. Riduzione ed ottimiz­zazione del con­sumo di ener­gia
10. Riduzione dei rifiuti e migliore ges­tione del ciclo dei rifiuti

Il dial­ogo sociale e la mis­urazione, riferita ai dieci ambiti prece­denti, rap­p­re­sen­tano i due pilas­tri su cui deve fon­darsi il prog­etto. In mer­ito al dial­ogo sociale il prog­etto dovrà pro­porre un parte­nar­i­ato pub­blico pri­vato su una o più tem­atiche men­tre per quanto attiene la mis­urazione il prog­etto dovrà tenere conto delle attiv­ità svolte dagli Osser­va­to­rio Tur­is­tici di Des­ti­nazione pro­mossi dalla Regione Toscana

Pos­sono ben­e­fi­ciare dei con­tributi pre­visti dal pre­sente bando, Aggregazioni com­posti da almeno cinque Medie, Pic­cole o Micro Imp­rese (come def­i­nite ai sensi della Rac­co­man­dazione della Com­mis­sione 2003/361/CE del 6.5.2003) ubi­cate nel ter­ri­to­rio regionale, e rego­lar­mente cen­site presso la CCIAA. Per rag­grup­pa­menti si inten­dono Consorzi/Società con­sor­tili o
rag­grup­pa­menti tem­po­ranei ai sensi dell’art 34 del D.Lgs.163/2006 (Associazione/ Rag­grup­pa­mento Tem­po­ra­neo di Imp­rese) e Reti di imp­rese, cos­ti­tu­iti o cos­tituendi che, prima della pre­sen­tazione della domanda, abbiano con­fer­ito mandato col­let­tivo spe­ciale con rap­p­re­sen­tanza ad uno di essi, qual­i­fi­cato man­datario, il quale pre­senta la domanda per conto pro­prio e dei mandanti.

Dimen­sioni del prog­etto
Dimen­sione min­ima del prog­etto –Non saranno ammessi prog­etti di R&S, il cui costo totale sia infe­ri­ore a 100.000,00 €.
Con­trib­uto mas­simo per prog­etto: –Non saranno ammessi prog­etti di R&S, il cui con­trib­uto totale sia supe­ri­ore a 250.000,00 €
Durata del Prog­etto
Il prog­etto dovrà con­clud­ersi entro 12 mesi dalla data di pub­bli­cazione della grad­u­a­to­ria sul BURT, con pos­si­bil­ità di richi­esta di pro­roga adeguata­mente moti­vata comunque non supe­ri­ore a 4 mesi, da pre­sentare fra il 9° ed il 10° mese di real­iz­zazione del prog­etto. In ogni caso, le spese ren­di­con­tate non potranno essere state sostenute prima della pre­sen­tazione della domanda.
Local­iz­zazione dell’investimento : Su tutto il ter­ri­to­rio regionale.

COSTI AMMISSIBILI
I costi ammis­si­bili per la real­iz­zazione dei prog­etti di ricerca, dovranno essere diret­ta­mente imputabili al prog­etto, e sono i seguenti:
a) Costi di per­son­ale.
b) Costo di stru­menti e attrez­za­ture, incluso soft­ware, nella misura e per il peri­odo in cui sono uti­liz­zati per il prog­etto di ricerca e per la durata dello stesso.
c) servizi di con­sulenza ed equiv­alenti uti­liz­zati esclu­si­va­mente ai fini dell’attività di ricerca, ivi inclusi gli oneri con­nessi alla cos­ti­tuzione dell’ATI/RTI o dei con­tratti di Rete per l’aggregazione fra imp­rese toscane;
d) servizi di ricerca e ver­i­fiche di com­pet­i­tiv­ità
e) costi per l’acquisizione di brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mer­cato, nell’ambito di un’operazione effet­tuata alle nor­mali con­dizioni di mer­cato e che non com­porti ele­menti di col­lu­sione;
f) spese di tutela dei diritti di pro­pri­età intel­let­tuale
g)spese per la dif­fu­sione e il trasfer­i­mento dei risul­tati del prog­etto di ricerca
h) Spese gen­er­ali sup­ple­men­tari diret­ta­mente imputabili al prog­etto di ricerca.
i) Altri costi di esercizio.

Disponi­bil­ità finanziarie
Le risorse com­p­lessive disponi­bili ammon­tano a € 1.000.000,00, e derivano dalla Linea di Attiv­ità 1.5.d del POR CReO 2007 – 2013. Even­tu­ali risorse che dovessero ren­dersi disponi­bili a causa di economie di impegno, minori ren­di­con­tazioni o per altri motivi, com­pat­i­bil­mente con le regole di fun­zion­a­mento e le risorse finanziarie del POR, potranno incre­mentare le risorse di cui sopra per even­tu­ali scor­ri­menti della grad­u­a­to­ria.
Forma dell’aiuto
Gli aiuti di cui al pre­sente bando sono con­cessi intera­mente nella forma di aiuto non rim­borsabile.
La misura dell’aiuto
I prog­etti ammessi all’agevolazione preve­dono sem­pre un cofi­nanzi­a­mento da parte delle imp­rese pro­po­nenti. La quota regionale di cofi­nanzi­a­mento varia dal 40% all’80%, a sec­onda delle diverse tipolo­gie di ben­e­fi­ciari e della tipolo­gia di ricerca

Gli inter­es­sati devono com­pi­lare:  la richi­esta di finanzi­a­mento corre­data dalla pro­posta prog­et­tuale regionale e dalla mod­ulis­tica elen­cata nella sezione “Dichiarazioni da com­pi­lare e doc­u­men­tazione da trasmet­tere” (fac-simile ripor­tati in alle­gato). Il tutto deve essere redatto sec­ondo le istruzioni e deb­ita­mente com­pi­lato in ogni parte dovuta, in lin­gua ital­iana. Il bando è reperi­bile sul sito inter­net della Regione Toscana all’indirizzo www.regione.toscana.it/creo.
Le domande di aiuto sono redatte esclu­si­va­mente on line acce­dendo al sis­tema infor­matico al sito Inter­net www.sviluppo.toscana.it/15d e dovranno essere fir­mate dig­i­tal­mente e inoltrate per via telem­at­ica, com­plete di tutte le dichiarazioni e i doc­u­menti obbli­ga­tori descritti nei para­grafi suc­ces­sivi, a par­tire dalle ore 12:00 del 01 aprile 2012 fino alle ore 12.00 del 31/05/2012, pena il non accogli­mento delle stesse. Tali domande si con­sid­er­ano per­venute all’organismo inter­me­dio con­tes­tual­mente alla chiusura della domanda on-line
tramite aut­en­ti­cazione con smart-card (carta dei servizi rilas­ci­ata da Infocamere).

 

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Lombardia, Concessione di contributi per la costituzione di reti di impresa nei settori: commercio, turismo e servizi

Il pre­sente bando è ded­i­cato alle reti di impresa del set­tore terziario CTS (com­mer­cio, tur­ismo, servizi).  Le reti di impresa riguardano sia aggregazioni a liv­ello provin­ciale sia aggregazioni a liv­ello sovra provin­ciale, che pro­pon­gono prog­etti da real­iz­zarsi tramite inves­ti­menti esclu­si­va­mente local­iz­zati in Lom­bar­dia o all’estero.
La dotazione finanziaria è pari a com­p­lessivi  5.000.000,00 (cinque mil­ioni) di euro.
Sono ammis­si­bili pro­poste prog­et­tuali che preve­dono spese com­p­lessi­va­mente non infe­ri­ori ad € 50.000,00 per ogni aggregazione.
I prog­etti devono favorire pro­cessi di spe­cial­iz­zazione e qual­i­fi­cazione del com­parto CTS, e devono essere mirati, in par­ti­co­lare, al sostegno dell’economia ter­ri­to­ri­ale anche attra­verso l’erogazione di servizi che, per il tramite dell’aggregazione, possano:
  • aumentare la com­pet­i­tiv­ità sul mer­cato delle imp­rese aggregate;
  • razion­al­iz­zare i costi
  • miglio­rare e mod­ern­iz­zare gli spazi di erogazione dei servizi
  • favorire lo scam­bio di conoscenze fun­zion­ali all’innovazione di processo, di prodotto, di servizio e/o organizzativa.

I prog­etti di aggregazione sono riv­olti:
a) alla cos­ti­tuzione di nuove aggregazioni anche sta­bili di imp­rese;
b) allo sviluppo in aggregazione delle reti infor­mali;
c) al con­sol­i­da­mento di aggregazioni già for­mal­mente cos­ti­tu­ite a far data dal 1° gen­naio 2011.

I prog­etti dovranno essere real­iz­zati entro 15 (quindici) mesi dalla data di pub­bli­cazione sul BURL della grad­u­a­to­ria defin­i­tiva, approvata da Regione Lombardia.

Pos­sono ben­e­fi­ciare dell’intervento finanziario uni­ca­mente le imp­rese ader­enti all’aggregazione, che al momento della pre­sen­tazione della domanda a valere sul pre­sente bando risultino essere PMI con sede legale e/o oper­a­tiva in Lom­bar­dia apparte­nenti ai set­tori di attiv­ità eco­nom­ica Ateco 2007.

La Regione stanzia con­tributi per coprire il 50% dei costi ammessi, per importi mas­simi che non super­ano i 100 mila euro per prog­etto.

La domanda di parte­ci­pazione al pre­sente bando deve essere pre­sen­tata esclu­si­va­mente per mezzo del Sis­tema Infor­ma­tivo “Finanzi­a­menti on line” rag­giun­gi­bile all’indirizzo Inter­net: https://gefo.servizirl.it/.
La pro­ce­dura infor­mat­ica, nec­es­saria ai fini della pre­sen­tazione delle pro­poste prog­et­tuali a valere sul pre­sente bando, sarà disponi­bile nel Sis­tema Infor­ma­tivo a par­tire dalle ore 12:00 del giorno 15 mag­gio 2012 e fino alle ore 12:00 del giorno 30 luglio 2012.


Bando

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Linee guida ai Contratti di Rete

Fonte : linee guida per i con­tratti di Rete

“Dopo un anno dal con­cepi­mento vede la luce la prima edi­zione delle Linee guida sul con­tratto di rete da parte del Comi­tato Inter­re­gionale dei Con­sigli Notar­ili delle Tre Venezie. Essa risponde ad un’esigenza di razion­al­iz­zazione derivante, almeno in parte, dalla scarna ed incom­pleta dis­ci­plina det­tata dal leg­is­la­tore che ha con­tribuito alla pro­duzione di una già ricca prassi applica­tiva, oggetto di uno osser­va­to­rio della Fon­dazione Visen­tini in col­lab­o­razione con RetIm­presa e Unioncamere.”

“… Si tratta di ori­en­ta­menti con un for­mato mod­u­lare, des­ti­nato ad essere ampliato ed inte­grato in edi­zioni suc­ces­sive per poter da un lato riflet­tere la dif­feren­zi­azione dei mod­elli espressi dalla prat­ica e dall’altro la cres­cente com­p­lessità dei pro­fili riguardanti gov­er­nance e ges­tione patrimoniale”

Riportiamo, di seguito,  solo 3  definizioni introdotte, rac­co­man­dan­dovi  la let­tura in toto del documento.

Domi­cilio della Rete : “Non sono ele­menti richi­esti da “la legge”, ma quasi sem­pre pre­senti nelle diverse reti ad oggi stip­u­late, l’indicazione della denom­i­nazione e della sede della rete. La scelta di quest’ultima è oppor­tuno venga fatta con rif­les­sione potendo assumere la valenza di elezione di domi­cilio rispetto ai terzi con con­se­gunti rif­lessi processuali.”

Pro­fes­sion­isti e Pub­blica Ammin­is­trazione : ” … Parebbe invece doversi esclud­ere la qual­ità di impren­di­tore per man­canza asso­luta sia del req­ui­sito sostanziale che del req­ui­sito for­male: (1) dei soggetti che svol­gono attiv­ità libero pro­fes­sion­ali; (2) delle pub­bliche ammin­is­trazioni, per le attiv­ità svolte nell’esercizio delle loro fun­zioni. E’ impo­rante sot­to­lin­eare che l’esclusione per le pub­bliche ammin­is­trazioni vale soltanto per le attiv­ità svolte nell’esercizio delle pro­prie fun­zioni. Ove si tratti, invece, di attiv­ità impren­di­to­ri­ali gestite da enti pub­blici (entro i lim­iti in cui ciò è con­sen­tito) lo stesso ente pub­blico dovrebbe essere, almeno per quella attiv­ità, con­sid­er­ato impren­di­tore e quindi soggetto ad iscrizione presso il Reg­istro delle Imp­rese. Ciò ammesso non si vedono ragioni per cui, entro i lim­iti sopra pre­cisati, anche un ente pub­blico non possa essere ammesso in una rete.”

Sul doc­u­mento trovate un chiaris­simo quadro sinot­tico che spiega “quali” soggetti pos­sono parte­ci­pare ad una Rete.

Fondo Comune : ” … Al riguardo “la legge” parla di “con­fer­i­mento”, richia­mando l’idea di trasfer­i­mento di pro­pri­età o di diritti su un bene: al riguardo si pone in tale con­testo, tutta la prob­lem­at­ica rel­a­tiva al fondo comune ed in par­ti­co­lare alla tito­lar­ità dello stesso anche alla luce dell’assenza di sogget­tiv­ità che con­nota il con­tratto di rete.”. ” .…… La man­canza di sogget­tiv­ità giuridica della rete, stante l’opinione mag­gior­i­taria, ci impone quindi di con­sid­er­are il fondo comune come una com­pro­pri­età delle imp­rese in rete (e tut­tavia, prob­a­bil­mente, una com­pro­pri­età sep­a­rata dal pat­ri­mo­nio di ciascuna).”


 

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Estrazione Unioncamere — 266 contratti

La CNA ci ha comu­ni­cato i dati Union­camere sui Con­tratti di Rete alla data del 15 Marzo 2012. Sono 266 con­tratti che coin­vol­gono 1397 imprese. Al 31 Dicem­bre 2011 ne erano stati stip­u­lati 247.

La CNA ci ha anche for­nito una elab­o­razione dei dati all’11 dicem­bre scorso, data alla quale si reg­is­tra­vano 214 Contratti.

Con­tratti di rete elab­o­razione dati 11 dicem­bre 2011

Ringrazi­amo la Dott.ssa Antonella Grasso , Resp.le Reti, Incen­tivi e Com­pet­i­tiv­ità di CNA (www.cna.it)

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Diventare grandi restando piccoli

Tempo fa un impren­di­tore che conosco da anni mi ha chiesto se ero disponi­bile a parte­ci­pare a una riu­nione con i suoi soci per par­lare dell’importanza del ‘met­tersi insieme’, in questi tempi così dif­fi­cili. Ho ader­ito senza esi­tazione per­ché l’argomento delle alleanze tra imp­rese m’interessa da sem­pre e per­ché sono con­vinto che vada pre­mi­ato chi non si piange addosso, ma si tira su le maniche della cam­i­cia per provare, comunque, a fare qual­cosa. Ho pas­sato alcune ore davvero piacevoli, insieme a venti impren­di­tori che hanno costru­ito una for­male rete d’imprese per approvvi­gionarsi a con­dizioni più van­tag­giose.
Nel 1987 scrissi uno dei miei primi arti­coli sul tema, dopo aver ascoltato una con­ferenza dell’ingegnere De Benedetti. Il gior­nal­ista gli fece la clas­sica domanda: “Ingeg­nere ma… pic­colo è ancora bello?”. Il sornione cap­i­tano d’impresa (o di finanza?) rispose: “Pic­colo è bello ma grande è meglio”.
Ragionai su quelle parole e coniai lo slo­gan “Diventare grandi restando pic­coli”, per sig­nifi­care la neces­sità di fare con­vi­vere la flessibil­ità delle pic­cole aziende con la capac­ità pro­dut­tiva, finanziaria, com­mer­ciale, d’innovazione delle grandi strut­ture. Come titolo scelsi Dai miti alle alleanze per ril­e­vare il fas­tidio verso inutili e astratti dibat­titi a favore o con­tro i pic­coli impren­di­tori (in un Paese nel quale oltre il 95% delle aziende ha meno di dieci addetti!), ponendo l’accento sull’esigenza di creare esempi con­creti di alleanze per gener­are co-makership effi­caci.
Ven­ti­quat­tro anni dopo, lo scorso 11 novem­bre, la Cam­era di Com­mer­cio di Milano ha orga­niz­zato il con­vegno “Allearsi per crescere: le nuove reti d’impresa”. In quell’occasione il pro­fes­sor Renato Mannheimer di Ispo ha pre­sen­tato un’indagine illuminante: — circa un quarto delle aziende inter­vis­tate non sa evi­den­ziare né i van­taggi né gli svan­taggi del fare rete; — ben l’ottanta per cento del cam­pi­one si dice ‘per nulla inter­es­sato’ o ‘poco inter­es­sato’ a pren­dere in con­sid­er­azione l’ipotesi di met­tersi in rete.
Già si sapeva, ma ora ci sono evi­denze empiriche a dimostrare che, sulle reti d’impresa, tra il dire e il fare, il mare da col­mare è oceanico.

I ter­mini, nel tempo, si sono evo­luti: da alleanze siamo pas­sati a ‘fil­iere’, poi a ‘reti’ e sicu­ra­mente la pro­duzione di neol­o­gismi non si arresterà.
La sostanza però è immu­tata: per­ché è dif­fi­cile fare col­lab­o­rare le pic­cole e medie imp­rese?
La moti­vazione che troppo facil­mente è chia­mata in causa è che i tito­lari di queste aziende sono ecces­si­va­mente indi­vid­u­al­isti. Per me, l’individualismo che carat­ter­izza l’imprenditoria mol­e­co­lare è un punto di forza, senza il quale la ‘morìa’ di queste aziende avrebbe rag­giunto dimen­sioni ter­ri­bili per la nos­tra econo­mia: ma su questo mi impegno ad appro­fondire l’argomento in una suc­ces­siva rubrica.
Voglio qui sot­to­lin­eare che il tema delle alleanze tra le imp­rese non è asso­lu­ta­mente un prob­lema razionale, di conti e di numeri: è soprat­tutto un prob­lema di relazioni. Ogni cam­bi­a­mento induce nelle per­sone sen­ti­menti, pen­sieri ed emozioni non nec­es­sari­a­mente con­sapevoli e dichiarati. Il cam­bi­a­mento che un impren­di­tore, tito­lare di una pic­cola impresa, attra­versa met­ten­dosi insieme ad altri suoi col­leghi è molto ele­vato. Non siamo di fronte a scambi di azioni di aziende forse mai viste, o conosciute sola­mente attra­verso report peri­od­ici dei pro­pri man­ager e anal­isti. Qui sono sto­rie di vita che si fon­dono e quindi bisogna muoversi con cautela. È molto facile che i primi sen­ti­menti pos­sano essere di frus­trazione, di paura e di giudizio critico: “E se poi non va bene, come mai non ce la fac­cio ad andare avanti da solo…?”.
Trasfor­mare queste energie neg­a­tive in risorse pos­i­tive, quali ad esem­pio l’entusiasmo, il cor­ag­gio e la curiosità, non è né auto­matico né banale. Richiede un lavoro costante, alla pari, se non supe­ri­ore, a quello analitico sui conti e sui processi.

Ecco per­ché un prog­etto di alleanza deve vedere fig­ure mul­ti­dis­ci­pli­nari che affi­anchino gli impren­di­tori inten­zionati a fare un cam­mino insieme ad altri, com­presi pro­fes­sion­isti di coach­ing e coun­sel­ing. Qual­si­asi busi­ness plan di una futura rete di imp­rese fal­lirà sotto i colpi dei tim­ori e delle incertezze degli attori prin­ci­pali. Allora, meno osser­va­tori e più lab­o­ra­tori per sper­i­mentare davvero pos­si­bili alleanze tra imprese.


  • Orig­i­nar­i­a­mente pub­bli­cato sulla riv­ista “Per­sone & Conoscenze” (n°75)- Este edi­zioni. Pub­bli­cato qui su gen­tile con­ces­sione dell’autore (vedi link)

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Cambiamento culturale

Ho letto con molto inter­esse il post “Reti di imp­rese: una unione civile in regime di sep­a­razione dei beni” di Ari­anna e mi ha col­pito, non solo per le ques­tioni soll­e­vate, ma per la pas­sione e per un velato senso di soli­tu­dine che traspare dal rac­conto, la stessa sen­sazione che spesso mi capita di ritrovare in altri imprenditori.

Lavoro nella sede nazionale della CNA, Con­fed­er­azione nazionale dell’artigianato e della pic­cola e media impresa, da 14 anni, e da quasi 4 anni mi occupo di reti d’imprese. Ovvi­a­mente, non ho tutte le risposte a por­tata di mano, ma come fun­zionario di un’associazione di cat­e­go­ria, impeg­nata da tempo su questo tema, sento il dovere di dire qualcosa.

Non voglio par­lare della dedi­zione e con­vinzione che spinge me i miei col­leghi, che quo­tid­i­ana­mente par­lano con le imp­rese, a lavo­rare sul tema, se così non fosse non starei qui a scrivere.

So bene che non è facile, anzi direi che è molto dif­fi­cile. La prima cosa che sento di dover dire è che non si fa rete senza un cam­bi­a­mento cul­tur­ale del modo di fare impresa. Questo è l’aspetto più com­p­lesso e dif­fi­cile da fare pas­sare. Come asso­ci­azione impren­di­to­ri­ale, siamo in grado di creare momenti incon­tro e di relazione, sol­lecitare rif­les­sioni e indi­care prospet­tive, spie­gare alle imp­rese il ris­chio di oper­are da soli, fornire con­sulenze spe­cial­iz­zate su prog­etti speci­fici, con­tatti con il mondo uni­ver­si­tario, offrire i servizi più avan­zati e stru­menti ded­i­cati, e molto altro ancora. Il punto è che se l’impresa non è dis­posta a guardare con occhi diversi l’imprenditore che gli sta accanto, e lo dico per espe­rienza diretta, qual­si­asi ten­ta­tivo rischia di fal­lire. Sul tema delle reti e dell’aggregazione gran parte della par­tita, a mio modesto avviso, si gioca su questo aspetto, soprat­tutto quando par­liamo di micro e pic­cola impresa. La stessa, annosa, dis­cus­sione sulla dimen­sione d’impresa dipende anche da questo. Abbi­amo poche grandi imp­rese che pen­sano in pic­colo e tante pic­cole imp­rese che spesso non sanno di poter pen­sare in grande e guardare oltre l’ostacolo. Senza negare i lim­iti della pic­cola dimen­sione, a volte quello che manca è la visione!

I cam­bi­a­menti cul­tur­ali richiedono tempo, impegno e stru­menti adatti, e devo dire che, da questo punto di vista, la polit­ica indus­tri­ale non ci aiuta molto. Per la grande e media impresa fare rete è molto più facile. Orga­niz­zare la fil­iera, dividere com­piti e ripar­tire i van­taggi (su come, e se, i van­taggi arrivano ai più pic­coli ci sarebbe da dis­cutere), pren­dere deci­sioni, fare inves­ti­menti, sta­bilire le giuste relazioni con il mer­cato, etc. Il tutto avviene senza la neces­sità di un inter­vento esterno. Nel rap­porto tra pari è tutto molto più com­p­lesso, le regole sono tutte da costru­ire e non esistono soluzioni pre­def­i­nite, adatte per tutte le sta­gioni. E’ nec­es­sario creare quel cap­i­tale sociale e fidu­cia­rio che ancora non c’è. Il 95% dei nos­tri impren­di­tori sono per­sone che hanno investito nella pro­pria impresa tutta la loro vita, com­presa la famiglia. Oggi tutti sono pronti a scom­met­tere che così non può fun­zionare, che è nec­es­sario col­lab­o­rare con altri, con­di­videre infor­mazioni, relazioni, inves­ti­menti, idee, prog­etti e via dicendo. Se è vero (e il se è d’obbligo) che la rete tra imp­rese può rap­p­re­sentare il nuovo mod­ello di sviluppo di un’economia ormai da tempo glob­al­iz­zata, allora si tratta di gestire un processo di tran­sizione che neces­siterebbe di una forte gov­er­nance tra tutti i soggetti: isti­tuzioni, mondo asso­cia­tivo, banche, mondo della conoscenza. Su questo, devo dire, che siamo molto indi­etro, chiedi­amo alle imp­rese di fare squadra, fac­ciamo con­vegni strepi­tosi, ma non rius­ci­amo a dialog­are e a con­frontarci su pro­poste e modal­ità di inter­vento. Anche noi pec­chi­amo di visione con un’enorme spreco di risorse e di com­pe­tenze. Le imp­rese quando hanno le idee chiare, e sono con­vinte, vanno avanti da sole, noi però abbi­amo il dovere di accom­pa­gnare tutte le altre.

Il con­tratto di rete può essere miglio­rato ma, nonos­tante alcune lacune, le soluzioni orga­niz­za­tive si pos­sono trovare, (alcuni col­leghi si sono inven­tati il “Bilan­cino di rete”). Gestire la ripar­tizione degli inves­ti­menti, dei costi, delle commesse e persino la ripar­tizione dei ricavi, quando e se ci sono, anche se non è pro­prio sem­plice, si può fare: si tratta di indi­vid­uare un sis­tema di regole di com­por­ta­mento e pro­ce­dure in grado di tute­lare e garan­tire gli inter­essi rec­i­proci. Regole con­di­vise che solo le imp­rese, con il sup­porto dalle asso­ci­azioni, si posso dare. Un aspetto pos­i­tivo del con­tratto di rete è pro­prio l’elevata flessibil­ità nell’utilizzo: ogni aggregazione/rete può costru­irselo in base alle pro­prie esi­genze e obi­et­tivi. Qual­si­asi stru­mento, da solo, però, non può sop­perire  alla voglia delle imp­rese di met­tersi in dis­cus­sione e di inve­stire sul futuro. Non è solo una ques­tione di mat­ri­mo­nio o di civile con­vivenza, il mondo è pieno di solide unioni di fatto e di frag­ili mat­ri­moni di facciata.

Il cap­i­tale relazionale e la fidu­cia rec­i­p­roca, ad oggi, sono risorse  ancora scarse, ma pos­sono aumentare con la prat­ica, anzi, come qual­cuno ha teoriz­zato meglio di  me, più se ne fa uso mag­giore sarà la quan­tità disponi­bile. La con­vivenza, o la vita coni­u­gale, sono  situ­azioni che si imparano a gestire strada facendo, pro­prio come, oppor­tu­na­mente, fate voi, con la con­sapev­olezza che non tutto può essere quan­tifi­cato e pro­gram­mato, soprat­tutto quando si parla di relazioni e di risorse umane, come nel vostro caso. Non esistono per­corsi pre­con­fezionati da seguire e da repli­care ovunque. E’ nec­es­sario imparare a gestire la com­p­lessità sapendo che nav­ighi­amo tutti nello stesso mare, e che spesso perseguire un obi­et­tivo comune è il modo migliore per rag­giun­gere obi­et­tivi per­son­ali. Per come la vedo io, questa è la log­ica che sta dietro la rete. I miei migliori in bocca al lupo per la vos­tra scommessa.

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Piemonte, Bando regionale nell’area scientifico-tecnologica “AUTOMOTIVE”

POR FESR 2007/2013 — Asse I — Attiv­ità I.1.1

Obi­et­tivo: definire le regole e le pro­ce­dure ammin­is­tra­tive per l’accesso ai finanzi­a­menti per i prog­etti di ricerca indus­tri­ale e sviluppo sper­i­men­tale nell’ambito della Piattaforma Inno­v­a­tiva dell’area sci­en­tifica e tec­no­log­ica AUTOMOTIVE.
Dotazione finanziaria: € 30.000.000,00
Il pre­sente bando dispone di una dotazione finanziaria di € 30.000.000,00 a valere sul POR FESR 2007/2013 della Regione Piemonte nell’ambito della Linea di Attiv­ità I.1.1 “Piattaforme Inno­v­a­tive”.
La disponi­bil­ità su indi­cata cos­ti­tu­isce al momento il lim­ite entro cui potrà essere dis­posta l’ammissione a finanzi­a­mento dei prog­etti pre­sen­tati a valere sul pre­sente bando.
Di norma, la Regione Piemonte intende finanziare l’intero prog­etto sal­va­guardando il più pos­si­bile l’integrità della pro­posta. Nel caso in cui l’esito della val­u­tazione porti ad indi­vid­uare una molteplic­ità di pro­poste idonee il cui fab­bisogno finanziario ecceda le disponi­bil­ità, l’amministrazione regionale, finanzierà fino a con­cor­renza delle somme disponi­bili i prog­etti giu­di­cati più meritevoli.
Qualora si ren­dessero disponi­bili ulte­ri­ori risorse nell’ambito dei sud­detti pro­grammi, l’amministrazione regionale si impegna a finanziare ulte­ri­ori prog­etti idonei e/o (a seguito di accordo con gli stessi pro­po­nenti) work pack­age funzionali.
I Soggetti ben­e­fi­ciari sono Raggruppamenti/Aggregazioni, anche tem­po­ranei, di soggetti che in forma col­lab­o­ra­tiva inten­dano svilup­pare prog­etti di ricerca indus­tri­ale e sviluppo sperimentale2. Req­ui­sito essen­ziale della com­pagine di prog­etto è la pre­senza di un numero sig­ni­fica­tivo di pic­cole e medie imp­rese (sec­ondo regole min­ime di parte­ci­pazione indi­cate nel suc­ces­sivo punto 6 “Sig­ni­fica­tiva pre­senza delle PMI”).
  • I req­ui­siti posse­duti dai sin­goli ben­e­fi­ciari dovranno cor­rispon­dere alle seguenti definizioni:P.M.I. Pic­cole e medie imp­rese (PMI), con unità locale pro­dut­tiva attiva
    ubi­cata nel ter­ri­to­rio della Regione Piemonte rego­lar­mente cen­site presso la CCIAA di rifer­i­mento ed aventi i para­metri dimen­sion­ali ai sensi del Decreto del Min­istro delle Attiv­ità Pro­dut­tive del 18 aprile 2005 rel­a­tivo ai cri­teri di indi­vid­u­azione delle pic­cole e medie imp­rese (GURI n. 238 del 12/10/2005).
  • GRANDI IMPRESE Grandi imp­rese (GI), con unità locale pro­dut­tiva attiva ubi­cata nel ter­ri­to­rio della Regione Piemonte rego­lar­mente cen­site presso la CCIAA di rifer­i­mento a con­dizione che collaborino3 in un prog­etto carat­ter­iz­zato da una sig­ni­fica­tiva pre­senza di PMI (cfr. punto 6 “Sig­ni­fica­tiva pre­senza di Pmi”).
  • CONSORZI Con­sorzi con unità locale pro­dut­tiva attiva nella Regione Piemonte e cos­ti­tu­iti in prevalenza (>50%) da imp­rese aventi unità pro­dut­tive attive nella Regione Piemonte. Tali soggetti sono ammessi solo se sono des­ti­natari ultimi dell’agevolazione (in quanto dotati di per­son­ale pro­prio e strut­ture oper­a­tive); ne con­segue che le risorse
    del bando non pos­sono essere trasferite alle imp­rese con­sorzi­ate. Diver­sa­mente dovranno pre­sentare domanda di agevolazione le sin­gole imp­rese consorziate.
  • ORGANISMI DI RICERCA Organ­ismi di ricerca (OR), come defin­iti ai sensi del punto 2.2 d) della Dis­ci­plina RSI (GUUE C 323 del 30 dicem­bre 2006), con unità oper­a­tiva o lab­o­ra­to­rio nel ter­ri­to­rio della Regione Piemonte. Pos­sono con­cor­rere solo se pre­sen­tano un prog­etto in col­lab­o­razione carat­ter­iz­zato da una sig­ni­fica­tiva pre­senza di PMI
    (cfr. punto 6 “Sig­ni­fica­tiva pre­senza di Pmi”).
  • ASSOCIAZIONI, FONDAZIONI E ALTRI ENTI IN VARIO MODO DENOMINATI

Tali raggruppamenti/aggregazioni di soggetti, già chiara­mente def­i­nite al momento della pre­sen­tazione delle can­di­da­ture, dovranno essere orga­niz­zate in una forma giuridica­mente
riconosci­uta (con­sorzio, ATS o forme sim­i­lari) ovvero riportare l’impegno a cos­ti­tuirsi in asso­ci­azione entro i ter­mini indi­cati dalla Regione nella comu­ni­cazione di avvenuta con­ces­sione del finanziamento.

La parte­ci­pazione di PMI è con­sid­er­ata sig­ni­fica­tiva quando le stesse sosten­gono cumu­la­ti­va­mente almeno il 30% dei costi com­p­lessivi ammis­si­bili per la real­iz­zazione della
pro­posta progettuale.

Attiv­ità ammis­si­bili
10.1 Sono con­sid­er­ate attiv­ità ammis­si­bili quelle che si con­fig­u­rano, ai sensi della Dis­ci­plina RSI, come prog­etti di ricerca indus­tri­ale e/o di sviluppo sper­i­men­tale sec­ondo le seguenti definizioni:
10.1.a. per “ricerca indus­tri­ale” si intende ricerca piani­fi­cata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da uti­liz­zare per met­tere a punto nuovi prodotti, pro­cessi o servizi o per­me­t­tere un notev­ole miglio­ra­mento dei prodotti, pro­cessi o servizi esistenti. Com­prende la creazione di com­po­nenti di sis­temi com­p­lessi nec­es­sari per la ricerca indus­tri­ale, in par­ti­co­lare per la val­i­dazione di tec­nolo­gie gener­iche, ad esclu­sione dei pro­totipi di cui alla definizione di sviluppo sper­i­men­tale”; sono con­sen­titi inoltre studi di fat­tibil­ità tec­nica pre­lim­i­nari ad attiv­ità di ricerca indus­tri­ale nella misura max 5% del costo totale di prog­etto.
10.1.b. per “sviluppo sper­i­men­tale” si intende acqui­sizione, com­bi­nazione, strut­turazione e uti­lizzo delle conoscenze e capac­ità esistenti di natura sci­en­tifica, tec­no­log­ica, com­mer­ciale e altro, allo scopo di pro­durre piani, prog­etti o dis­egni per prodotti, pro­cessi o servizi nuovi, mod­i­fi­cati o miglio­rati. Può trat­tarsi anche di altre attiv­ità des­ti­nate alla definizione con­cettuale, alla piani­fi­cazione e alla doc­u­men­tazione con­cer­nenti nuovi prodotti, pro­cessi e servizi. Tali attiv­ità pos­sono com­pren­dere l’elaborazione di prog­etti, dis­egni, piani e altra doc­u­men­tazione, purché non siano des­ti­nati a uso com­mer­ciale. Rien­tra nello sviluppo sper­i­men­tale la real­iz­zazione di pro­totipi uti­liz­z­abili per scopi com­mer­ciali e di prog­etti pilota des­ti­nati a esper­i­menti tec­no­logici e/o com­mer­ciali, quando il pro­totipo è nec­es­sari­a­mente il prodotto com­mer­ciale finale e il suo costo di fab­bri­cazione è troppo ele­vato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di con­va­l­ida. L’eventuale, ulte­ri­ore sfrut­ta­mento di prog­etti di dimostrazione o di prog­etti pilota a scopo com­mer­ciale com­porta la deduzione dei red­diti così generati dai costi ammis­si­bili. Sono inoltre ammis­si­bili aiuti alla pro­duzione e al col­laudo di prodotti, pro­cessi e servizi, a con­dizione che non pos­sano essere imp­ie­gati o trasfor­mati in vista di appli­cazioni indus­tri­ali o per final­ità com­mer­ciali. Lo sviluppo sper­i­men­tale non com­prende tut­tavia le mod­i­fiche di rou­tine o le mod­i­fiche peri­odiche
appor­tate a prodotti, linee di pro­duzione, pro­cessi di fab­bri­cazione, servizi esistenti e altre oper­azioni in corso, anche quando tali mod­i­fiche rap­p­re­sentino miglio­ra­menti.
10.2 La parte sovven­zion­ata del prog­etto di ricerca deve rien­trare pien­amente in una od in entrambe le definizioni sopra evi­den­zi­ate: a tal fine, nel caso in cui nel prog­etto con­cor­rano
attiv­ità ricon­ducibili ad entrambe le definizioni, la pro­posta prog­et­tuale dovrà pre­cis­are in quale delle due tipolo­gie rien­tri cias­cuna delle attiv­ità di progetto.

Le domande di ammis­sione all’agevolazione devono essere com­pi­late in ogni parte uti­liz­zando i mod­elli reperi­bili all’indirizzo www.regione.piemonte.it/industria (sezione POR FESR 2007/2013) ed inoltrato per via posta elet­tron­ica all’indirizzo promozione.pmi@regione.piemonte.it – entro e non oltre il 30 marzo 2012

 

Per que­siti riguardanti il con­tenuto del bando:
  • Direzione Attiv­ità Pro­dut­tive — Russo Franco — Tel 011/4322759
  • Direzione Inno­vazione Ricerca e Uni­ver­sità — Rossigno Franco — Tel 011/4324268

Doc­u­menti

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