Piemonte, Bando regionale nell’area scientifico-tecnologica “AUTOMOTIVE”

POR FESR 2007/2013 — Asse I — Attiv­ità I.1.1

Obi­et­tivo: definire le regole e le pro­ce­dure ammin­is­tra­tive per l’accesso ai finanzi­a­menti per i prog­etti di ricerca indus­tri­ale e sviluppo sper­i­men­tale nell’ambito della Piattaforma Inno­v­a­tiva dell’area sci­en­tifica e tec­no­log­ica AUTOMOTIVE.
Dotazione finanziaria: € 30.000.000,00
Il pre­sente bando dispone di una dotazione finanziaria di € 30.000.000,00 a valere sul POR FESR 2007/2013 della Regione Piemonte nell’ambito della Linea di Attiv­ità I.1.1 “Piattaforme Inno­v­a­tive”.
La disponi­bil­ità su indi­cata cos­ti­tu­isce al momento il lim­ite entro cui potrà essere dis­posta l’ammissione a finanzi­a­mento dei prog­etti pre­sen­tati a valere sul pre­sente bando.
Di norma, la Regione Piemonte intende finanziare l’intero prog­etto sal­va­guardando il più pos­si­bile l’integrità della pro­posta. Nel caso in cui l’esito della val­u­tazione porti ad indi­vid­uare una molteplic­ità di pro­poste idonee il cui fab­bisogno finanziario ecceda le disponi­bil­ità, l’amministrazione regionale, finanzierà fino a con­cor­renza delle somme disponi­bili i prog­etti giu­di­cati più meritevoli.
Qualora si ren­dessero disponi­bili ulte­ri­ori risorse nell’ambito dei sud­detti pro­grammi, l’amministrazione regionale si impegna a finanziare ulte­ri­ori prog­etti idonei e/o (a seguito di accordo con gli stessi pro­po­nenti) work pack­age funzionali.
I Soggetti ben­e­fi­ciari sono Raggruppamenti/Aggregazioni, anche tem­po­ranei, di soggetti che in forma col­lab­o­ra­tiva inten­dano svilup­pare prog­etti di ricerca indus­tri­ale e sviluppo sperimentale2. Req­ui­sito essen­ziale della com­pagine di prog­etto è la pre­senza di un numero sig­ni­fica­tivo di pic­cole e medie imp­rese (sec­ondo regole min­ime di parte­ci­pazione indi­cate nel suc­ces­sivo punto 6 “Sig­ni­fica­tiva pre­senza delle PMI”).
  • I req­ui­siti posse­duti dai sin­goli ben­e­fi­ciari dovranno cor­rispon­dere alle seguenti definizioni:P.M.I. Pic­cole e medie imp­rese (PMI), con unità locale pro­dut­tiva attiva
    ubi­cata nel ter­ri­to­rio della Regione Piemonte rego­lar­mente cen­site presso la CCIAA di rifer­i­mento ed aventi i para­metri dimen­sion­ali ai sensi del Decreto del Min­istro delle Attiv­ità Pro­dut­tive del 18 aprile 2005 rel­a­tivo ai cri­teri di indi­vid­u­azione delle pic­cole e medie imp­rese (GURI n. 238 del 12/10/2005).
  • GRANDI IMPRESE Grandi imp­rese (GI), con unità locale pro­dut­tiva attiva ubi­cata nel ter­ri­to­rio della Regione Piemonte rego­lar­mente cen­site presso la CCIAA di rifer­i­mento a con­dizione che collaborino3 in un prog­etto carat­ter­iz­zato da una sig­ni­fica­tiva pre­senza di PMI (cfr. punto 6 “Sig­ni­fica­tiva pre­senza di Pmi”).
  • CONSORZI Con­sorzi con unità locale pro­dut­tiva attiva nella Regione Piemonte e cos­ti­tu­iti in prevalenza (>50%) da imp­rese aventi unità pro­dut­tive attive nella Regione Piemonte. Tali soggetti sono ammessi solo se sono des­ti­natari ultimi dell’agevolazione (in quanto dotati di per­son­ale pro­prio e strut­ture oper­a­tive); ne con­segue che le risorse
    del bando non pos­sono essere trasferite alle imp­rese con­sorzi­ate. Diver­sa­mente dovranno pre­sentare domanda di agevolazione le sin­gole imp­rese consorziate.
  • ORGANISMI DI RICERCA Organ­ismi di ricerca (OR), come defin­iti ai sensi del punto 2.2 d) della Dis­ci­plina RSI (GUUE C 323 del 30 dicem­bre 2006), con unità oper­a­tiva o lab­o­ra­to­rio nel ter­ri­to­rio della Regione Piemonte. Pos­sono con­cor­rere solo se pre­sen­tano un prog­etto in col­lab­o­razione carat­ter­iz­zato da una sig­ni­fica­tiva pre­senza di PMI
    (cfr. punto 6 “Sig­ni­fica­tiva pre­senza di Pmi”).
  • ASSOCIAZIONI, FONDAZIONI E ALTRI ENTI IN VARIO MODO DENOMINATI

Tali raggruppamenti/aggregazioni di soggetti, già chiara­mente def­i­nite al momento della pre­sen­tazione delle can­di­da­ture, dovranno essere orga­niz­zate in una forma giuridica­mente
riconosci­uta (con­sorzio, ATS o forme sim­i­lari) ovvero riportare l’impegno a cos­ti­tuirsi in asso­ci­azione entro i ter­mini indi­cati dalla Regione nella comu­ni­cazione di avvenuta con­ces­sione del finanziamento.

La parte­ci­pazione di PMI è con­sid­er­ata sig­ni­fica­tiva quando le stesse sosten­gono cumu­la­ti­va­mente almeno il 30% dei costi com­p­lessivi ammis­si­bili per la real­iz­zazione della
pro­posta progettuale.

Attiv­ità ammis­si­bili
10.1 Sono con­sid­er­ate attiv­ità ammis­si­bili quelle che si con­fig­u­rano, ai sensi della Dis­ci­plina RSI, come prog­etti di ricerca indus­tri­ale e/o di sviluppo sper­i­men­tale sec­ondo le seguenti definizioni:
10.1.a. per “ricerca indus­tri­ale” si intende ricerca piani­fi­cata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da uti­liz­zare per met­tere a punto nuovi prodotti, pro­cessi o servizi o per­me­t­tere un notev­ole miglio­ra­mento dei prodotti, pro­cessi o servizi esistenti. Com­prende la creazione di com­po­nenti di sis­temi com­p­lessi nec­es­sari per la ricerca indus­tri­ale, in par­ti­co­lare per la val­i­dazione di tec­nolo­gie gener­iche, ad esclu­sione dei pro­totipi di cui alla definizione di sviluppo sper­i­men­tale”; sono con­sen­titi inoltre studi di fat­tibil­ità tec­nica pre­lim­i­nari ad attiv­ità di ricerca indus­tri­ale nella misura max 5% del costo totale di prog­etto.
10.1.b. per “sviluppo sper­i­men­tale” si intende acqui­sizione, com­bi­nazione, strut­turazione e uti­lizzo delle conoscenze e capac­ità esistenti di natura sci­en­tifica, tec­no­log­ica, com­mer­ciale e altro, allo scopo di pro­durre piani, prog­etti o dis­egni per prodotti, pro­cessi o servizi nuovi, mod­i­fi­cati o miglio­rati. Può trat­tarsi anche di altre attiv­ità des­ti­nate alla definizione con­cettuale, alla piani­fi­cazione e alla doc­u­men­tazione con­cer­nenti nuovi prodotti, pro­cessi e servizi. Tali attiv­ità pos­sono com­pren­dere l’elaborazione di prog­etti, dis­egni, piani e altra doc­u­men­tazione, purché non siano des­ti­nati a uso com­mer­ciale. Rien­tra nello sviluppo sper­i­men­tale la real­iz­zazione di pro­totipi uti­liz­z­abili per scopi com­mer­ciali e di prog­etti pilota des­ti­nati a esper­i­menti tec­no­logici e/o com­mer­ciali, quando il pro­totipo è nec­es­sari­a­mente il prodotto com­mer­ciale finale e il suo costo di fab­bri­cazione è troppo ele­vato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di con­va­l­ida. L’eventuale, ulte­ri­ore sfrut­ta­mento di prog­etti di dimostrazione o di prog­etti pilota a scopo com­mer­ciale com­porta la deduzione dei red­diti così generati dai costi ammis­si­bili. Sono inoltre ammis­si­bili aiuti alla pro­duzione e al col­laudo di prodotti, pro­cessi e servizi, a con­dizione che non pos­sano essere imp­ie­gati o trasfor­mati in vista di appli­cazioni indus­tri­ali o per final­ità com­mer­ciali. Lo sviluppo sper­i­men­tale non com­prende tut­tavia le mod­i­fiche di rou­tine o le mod­i­fiche peri­odiche
appor­tate a prodotti, linee di pro­duzione, pro­cessi di fab­bri­cazione, servizi esistenti e altre oper­azioni in corso, anche quando tali mod­i­fiche rap­p­re­sentino miglio­ra­menti.
10.2 La parte sovven­zion­ata del prog­etto di ricerca deve rien­trare pien­amente in una od in entrambe le definizioni sopra evi­den­zi­ate: a tal fine, nel caso in cui nel prog­etto con­cor­rano
attiv­ità ricon­ducibili ad entrambe le definizioni, la pro­posta prog­et­tuale dovrà pre­cis­are in quale delle due tipolo­gie rien­tri cias­cuna delle attiv­ità di progetto.

Le domande di ammis­sione all’agevolazione devono essere com­pi­late in ogni parte uti­liz­zando i mod­elli reperi­bili all’indirizzo www.regione.piemonte.it/industria (sezione POR FESR 2007/2013) ed inoltrato per via posta elet­tron­ica all’indirizzo promozione.pmi@regione.piemonte.it – entro e non oltre il 30 marzo 2012

 

Per que­siti riguardanti il con­tenuto del bando:
  • Direzione Attiv­ità Pro­dut­tive — Russo Franco — Tel 011/4322759
  • Direzione Inno­vazione Ricerca e Uni­ver­sità — Rossigno Franco — Tel 011/4324268

Doc­u­menti

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Reti di imprese: una unione civile in regime di separazione dei beni

Insieme ad alcuni altri part­ner, sto cer­cando di pro­muo­vere una rete di imp­rese sul tema con­cil­i­azione famiglia-lavoro e wel­fare azien­dale. E’ un tema inno­v­a­tivo che richiede che i for­n­i­tori siano in grado di dare risposte adeguate sebbene non vi sia ancora una grande let­ter­atura e prat­ica in proposito

Ma al di là del con­tenuto dell’aggregazione, si stanno pre­sen­tando una serie di prob­lemi che credo riguardino tutte le imp­rese che oggi stanno med­i­tando sulla con­ve­nienza effet­tiva dell’allearsi e che riguardano in gen­erale il “fare impresa” in Italia.

Infatti, per­ché ci si aggrega? Innanzi tutto per­ché è un trend. Per­ché per chi segue i dibat­titi pub­blici, i con­vegni, i sug­ger­i­menti dati dalle Asso­ci­azioni di Cat­e­go­ria e dagli econ­o­misti così come il pen­siero di main­stream sulle strate­gie di impresa, sente par­lare quo­tid­i­ana­mente di con­tratto di rete (legge 30 luglio 2010, n. 122). Tale for­mula giuridica prospetta infatti una con­ve­nienza e van­tag­gio fis­cale, pri­or­ità nell’accesso al cred­ito, delin­e­an­dosi come una sorta di panacea ai mali della crisi imper­ante e di una pos­si­bile soluzione alla fal­cidia che sta met­tendo in ginoc­chio soprat­tutto le imp­rese pic­cole e micro. Ci si aggrega per­ché le imp­rese ital­iane, che sono “indi­vid­u­al­iste”, famigliari e pic­cole, così come il mat­ri­mo­nio, non reg­gono più.

E anche la mia è una pic­cola impresa di 4 socie, 2 dipen­denti in apprendis­tato, 1 col­lab­o­ra­trice a prog­etto, 4 col­lab­o­ra­trici con­sulenti a p.iva che trag­gono dalla nos­tra orga­niz­zazione almeno il 60% del loro fat­turato. E poi ci sono le dot­torande di ricerca che col­lab­o­rano con noi su prog­etti specifici.

Abbi­amo fati­cosa­mente cos­ti­tu­ito la nos­tra pic­cola srl, dopo un anno di dubbi esten­u­anti sul quanto ci avrebbe vin­co­lato, e giun­gendo final­mente all’altare notar­ile alla fine del 2009.

Ed oggi la “pic­cola e rego­lare unione” cresce al ritmo di circa un 30% di fat­turato all’anno. Ma non altret­tanto cresce ovvi­a­mente il nos­tro prof­itto e il nos­tro red­dito: quando arriva la commessa, che spesso è per­son­al­iz­zata per­ché lavo­riamo nel set­tore della con­sulenza orga­niz­za­tiva, dob­bi­amo arruo­lare col­lab­o­ra­tori e col­lab­o­ra­trici di alto pro­filo che in tempi brevi deb­bono essere for­mate sul tema in ques­tione, sul prog­etto, sul cliente. Ciò com­porta altissimi costi di inves­ti­mento che rien­trano molto tempo dopo che li abbi­amo sostenuti. E poi per­ché siamo espres­sione di quel “cap­i­tal­ismo relazionale” per cui la tua impresa, i tuoi col­lab­o­ra­tori, le per­sone con cui lavori devono essere sod­dis­fatti tanto quanto te, e quindi li paghi quanto mer­i­tano facen­doli a volte aspettare meno di quanto non stia aspet­tando tu.

E poi c’è il dis­corso del nos­tro core-business fatto di conoscenze per­son­ali, di espe­rienze indi­vid­u­ali, di inno­v­a­tiv­ità di un set­tore, quello del terziario avan­zato, e di una tem­at­ica, quella del work-life bal­ance e wel­fare mix, che al momento con­sentono molta poca stan­dard­iz­zazione: è un ter­reno sper­i­men­tale che tocca le politiche pub­bliche e pro­gram­ma­to­rie così come le strate­gie azien­dali pre­standosi ad una altissima vari­abil­ità i cui risul­tati non sono ancora oggi facil­mente e ogget­ti­va­mente misurabili.

Quindi, ci dicono, forse è meglio se vi aggre­gate, se vi unite. Non certo in mat­ri­mo­nio, no. Sposati vi siete già sposati una volta. Non c’è bisogno di uno stato di famiglia in piena regola, è suf­fi­ciente un pro­gram­mino, una man­i­fes­tazione di intenti sul vostro futuro, è suf­fi­ciente che lo deposi­ti­ate presso le camere di com­mer­cio e il gioco è fatto. Sem­plice. (Anche se a dire il vero sarebbe sem­pre l’altare notar­ile a sug­gel­lare la semplicità).

E noi ci aggreghi­amo. Ma non senza dubbi. I soliti dubbi che accom­pa­g­nano l’imprenditore ital­iano sem­pre com­bat­tuto tra la pas­sion­al­ità dei rap­porti indis­sol­u­bili e la lib­ertà dell’essere soli (o al mas­simo in famiglia) a decidere.

E così le domande di chi si avvic­ina a com­piere un altro grande passo sono davvero molteplici:

· il con­tratto di rete si reg­is­tra presso il reg­istro delle imp­rese della cam­era di com­mer­cio ma non implica il rilas­cio di par­tita iva. Quindi chi sostiene i costi del pro­gramma di inves­ti­menti comune? Con che cri­teri si ripar­tis­cono i costi di investimento?

· come dis­tinguere gli inves­ti­menti comuni, da quelli real­iz­zati da cias­cuno indipen­den­te­mente ma nell’interesse comune, da quelli effet­tuati indi­vid­ual­mente per pro­prio inter­esse ma che andranno a ben­efi­cio della rete

· chi reg­is­tra le pro­pri­età mate­ri­ali e imma­te­ri­ali acquisite nell’ambito della rete?

· come con­di­videre le infor­mazioni? Con che cri­teri? Fino a che punto posso fidarmi e aprire i miei archivi cli­enti, i lis­tini prezzi, i prog­etti e pro­poste, il mate­ri­ale pro­mozionale e informativo?

· ci perdo o ci guadagno entrando in rete? Sarò io che porto più van­taggi agli altri oppure gli altri ne porter­anno a me? Se mi aggrego con imp­rese più per­for­manti ris­chio di subire le loro deci­sioni, se mi aggrego con imp­rese meno com­pet­i­tive della mia, non ne trarrò grandi vantaggi

· come dis­tinguere chiara­mente un pos­si­bile part­ner da un for­n­i­tore? Se l’impresa “amica” resta for­ni­trice, da un lato avrà la certezza del ricavo derivante dall’acquisto dei suoi prodotti/servizi da parte della rete ma dall’altro perde l’opportunità di inve­stire in un gruppo di imp­rese che potreb­bero in futuro acquisire cli­enti, quote di mer­cato e quindi utili

· è meglio lavo­rare effet­ti­va­mente insieme, inte­grarsi, incon­trarsi, chia­marsi, inve­stire tempo, con­di­videre fat­ti­va­mente le strate­gie col ris­chio di infi­ciare quel pre­cario equi­lib­rio coni­u­gale che ho imp­ie­gato tanto tempo a rag­giun­gere nella mia orga­niz­zazione o meglio gio­care di tat­tica man­te­nendo la mia indi­vid­u­al­ità, la mia identità?

· di chi saranno i cli­enti? Chi chi­am­er­anno? Chi gestirà la seg­rete­ria? Isti­tu­iamo un numero tele­fon­ico e un punto di con­tatti unico? Ma poi chi ci dice cosa cer­cava il cliente, se l’uno, l’altro o il terzo part­ner? Alcune volte i cli­enti hanno le idee chiare ma più spesso, soprat­tutto in ambiti sper­i­men­tali come il wel­fare azien­dale, pon­gono domande vaghe, vor­reb­bero fare qual­cosa ma non sanno bene cosa. In quei casi cosa accade? Chi gestisce la commessa? Quali prodotti/servizi ven­gono offerti? A chi viene dirot­tato il contatto?

· e come sud­di­videre il ricavo? Su che base? Sulla base dell’investimento in denaro? Ma potrebbe accadere che chi ha investito meno sia comunque il mag­gior attrat­tore. Come rius­cire a sta­bilire e quan­tifi­care e mis­urare gli apporti in modo da tale da delin­eare cri­teri di ripar­tizione dei ricavi?

· cosa è questo fondo pat­ri­mo­ni­ale di cui si parla? Un conto cor­rente? Un sal­vadanaio? Una cen­trale di costo con­di­visa? Come gestire una flusso finanziario comune pur tenendo sep­a­rate le contabilità?

· infine sugli utili: si fa un gran par­lare della de-tessazione degli utili rein­vestiti nelle attiv­ità di rete. Ma io e i miei part­ner ci chiedi­amo, nella igno­ranza tipica della micro-impresa ital­iana (e quindi del 95% delle aziende), ma di he utili si parla? Da dove saltereb­bero fuori? Nes­suno di noi pro­duce
utile. Tutti i soci e tutti i col­lab­o­ra­tori per­cepis­cono red­dito ed è già una gran cosa, in questo paese, in questo momento di crisi, se si riesce a non chi­ud­ere in perdita. Quindi da dove salterebbe mira­colosa­mente fuori questo utile?

Insomma, tutto ciò non è invero così sem­plice. Le Camere di Com­mer­cio, le Asso­ci­azioni di Cat­e­go­ria si rac­co­man­dano che le reti siano il frutto di per­corsi già con­di­visi, tra realtà che ripon­gono fidu­cia le une nelle altre, che si conoscono, che real­mente inten­dono col­lab­o­rare. Certo. Ma potrebbe non bastare.

Così Regione Lom­bar­dia sta incen­ti­vando le pro­prie aziende ad aggre­garsi attra­verso con­tributi alla creazione di reti di imp­rese (bando Ergon). E le imp­rese come la mia (e come altre che pure la mia soci­età sta sup­por­t­ando), ci stanno cre­dendo. Certo, alberga in noi il sospetto, o meglio il tim­ore, che quella sem­pli­fi­cazione cui aspi­rava la nor­ma­tiva (ancora incom­pleta) sul con­tratto di rete nasconda il ris­chio di dover ricor­rere a tomi di accordi che dis­ci­plin­ino tutto ciò che la norma a monte non chiarisce. Può essere che sia meglio così, lo vedremo.

Nel frat­tempo, un po’ spaven­tati ma fiduciosi, sigliamo accordi, ci con­fron­ti­amo, ci par­liamo, cer­chi­amo di immag­inare un futuro meno minac­cioso ver­gando pag­i­nate di carta che si sper­ano capaci di rego­lare un mat­ri­mo­nio che, non potendo con­tare sul sug­gello dello spir­ito santo, sia almeno una laica unione di inter­essi all’insegna di un rig­oroso regime di sep­a­razione dei beni.


L’articolo è stato orig­i­nar­i­a­mente pub­bli­cato sul blog di Ari­anna Visen­tini.

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Reti di Impresa e agevolazioni fiscali, ecco le scadenze 2012

Potete trovare l’articolo com­pleto in Abruzzo Sviluppo

“.….….….….…..

Entro il 16 GIUGNO 2012 (pro­ro­ga­bile al 18 giugno, poichè il ter­mine cade di sabato) le imp­rese dovranno:

  • stip­u­lare (o aderire ad) un con­tratto di rete e reg­is­trarlo nel reg­istro delle imprese;
  • accan­tonare gli utili rel­a­tivi al peri­odo di imposta in corso al 31 dicem­bre 2011 des­ti­nati al fondo pat­ri­mo­ni­ale comune. Tali utili dovranno essere evi­den­ziati in una apposita ris­erva di bilan­cio e se ne dovrà fornire infor­mazione nella nota integrativa;
  • pre­sentare all’Agenzia delle entrate — dal 2 al 23 mag­gio p.v. — la comu­ni­cazione con­te­nente i dati per la fruizione dei van­taggi fis­cali, uti­liz­zando l’apposito mod­ello approvato con provved­i­mento del Diret­tore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 2011/31139 del 14 aprile 2011;
  • ottenere l’asseverazione del pro­gramma di rete dagli organ­ismi di espres­sione dell’associazionismo imprenditoriale.

.….….….….….….….”


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Liguria, agevolazioni per interventi mirati al risparmio ed efficienza energetica

Agevolazioni a favore delle imp­rese dei dis­tretti indus­tri­ali, delle fil­iere pro­dut­tive, delle reti e delle aggregazioni d’impresa per inter­venti mirati al risparmio ed effi­cienza ener­get­ica e all’utilizzo di ener­gia rinnovabile.



Obi­et­tivi. Gli inter­venti hanno la final­ità di sup­port­are le imp­rese aggre­gate apparte­nenti a dis­tretti e/o fil­iere pro­dut­tive negli inves­ti­menti per il risparmio ener­getico, l’incremento dell’efficienza ener­get­ica, l’utilizzo fonti di ener­gia rin­nov­abili al fine di con­sen­tire il rag­giung­i­mento dell’obiettivo europeo del 20 – 20-20 volto alla riduzione delle emis­sioni atmos­fera ed all’incremento di pro­duzione ener­get­ica da fonti rinnovabili.

Disponi­bil­ità finanziarie Il fondo des­ti­nato all’attuazione del pre­sente bando ha una dotazione finanziaria pari a € 2.121.300,00

Soggetti ben­e­fi­ciari
I soggetti che pos­sono pre­sentare domanda di agevolazione devono avere la carat­ter­is­tica di pic­cola e media dimen­sione e sono:
a) con­sorzio di imp­rese;
b) soci­età con­sor­tile;
c) rag­grup­pa­menti di imp­rese nelle seguenti forme giuridiche:
1. Rag­grup­pa­mento Tem­po­ra­neo di Imp­rese (R.T.I.) rego­lar­mente cos­ti­tuita a norma di Legge o ancora da cos­ti­tuire;
2. “Con­tratto di rete” rego­lar­mente cos­ti­tu­ito o ancora da cos­ti­tuire ai sensi del decreto legge 10 feb­braio 2009 n. 5, con­ver­tito in legge, con mod­i­fi­cazioni dalla legge 9 aprile 2009 n. 33, nonché ai sensi D.L. 31.05.2010 n. 78, art. 42, con­ver­tito dalla legge 30.07.2010 n. 122.
Tali soggetti devono essere com­posti da almeno 3 imp­rese. La mag­gio­ranza delle sin­gole imp­rese cos­tituenti i soggetti richiedenti devono avere sede oper­a­tiva nel ter­ri­to­rio lig­ure e devono parte­ci­pare al costo del prog­etto per una quota più ele­vata rispetto a quella com­p­lessi­va­mente sostenuta dalle imp­rese aventi sede al di fuori della regione.

Inizia­tive ammis­si­bili
Sono con­siderati ammis­si­bili al finanzi­a­mento gli inves­ti­menti final­iz­zati a:
1. al risparmio ener­getico medi­ante la razion­al­iz­zazione ener­get­ica dei pro­cessi pro­dut­tivi di beni e di servizi; per razion­al­iz­zazione ener­get­ica dei pro­cessi pro­dut­tivi sec­ondo le tipolo­gie indi­cate nel mod­ello A, si intende la real­iz­zazione, l’ammodernamento o sos­ti­tuzione di impianti con il ricorso a sis­temi, macchi­nari, com­po­nenti ed attrez­za­ture in grado di gener­are una riduzione dei con­sumi di ener­gia pri­maria, indipen­dente dall’originale fos­sile o rin­nov­abile, dell’intero ciclo o di una sua parte;
2. al risparmio ener­getico medi­ante, la riqual­i­fi­cazione ener­get­ica degli immo­bili;
3. realizzazione di impianti per la pro­duzione di ener­gia da fonti rin­nov­abili final­iz­zati all’esclusivo sod­dis­faci­mento in tutto od in parte dei fab­bisogni ener­getici dei pro­cessi pro­dut­tivi e/o dei servizi accessori

Spese ammis­si­bili
L’ammontare degli inves­ti­menti ammis­si­bili non può essere infe­ri­ore a € 100.000,00 al netto dell’IVA.
Sono ammis­si­bili esclu­si­va­mente le seguenti voci di spesa:
a) spese per l’esecuzione della diag­nosi ener­get­ica in misura non supe­ri­ore al 3% dell’investimento ammis­si­bile;
b) spese tec­niche per prog­et­tazione, direzione lavori, col­laudo, sicurezza cantieri ( intesi come costi delle prestazioni pro­fes­sion­ali) e cer­ti­fi­cazione, qualora nec­es­saria, in misura non supe­ri­ore al 10% dell’investimento ammis­si­bile;
c) for­ni­tura, instal­lazione e messa in opera dei mate­ri­ali, com­po­nenti e macchi­nari nec­es­saria alla real­iz­zazione dell’intervento; l’eventuale uti­lizzo di sis­temi ed attrez­za­ture usati è ammesso purché si alleghi una per­izia redatta da tec­nico abil­i­tato che ne attesti fun­zion­al­ità, prestazioni e val­ore;
d) even­tu­ali opere edili stret­ta­mente nec­es­sarie e con­nesse alla real­iz­zazione dell’intervento.
e) acquisto di soft­ware ded­i­cato alla ges­tione, con­trollo e pro­gram­mazione del processo pro­dut­tivo;
f) acquisto di diritti di brevetto, di licenze, di know-how o di conoscenze tec­niche non brevet­tate;
g) even­tu­ali oneri di allac­cio a rete elet­triche o di altra natura.
Sono ammis­si­bili le spese riferite a inizia­tive avvi­ate suc­ces­si­va­mente alla data del 01/01/2011.
Sono ammis­si­bili i titoli di spesa nei quali l’importo com­p­lessivo imponi­bile dei beni e servizi agevola­bili sia almeno pari a 516,46 Euro.


Inten­sità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione, è con­cessa in regime “de min­imis” nella misura mas­sima dell’80% del costo ammis­si­bile, nel lim­ite mas­simo di 200.000,00 euro ed entro i lim­iti delle risorse finanziarie disponi­bili, sec­ondo le mis­ure di seguito indi­cate:
A) un con­trib­uto a fondo per­duto nella misura del 50% dell’agevolazione con­cessa ai sensi del pre­sente bando;
B) finanzi­a­mento a tasso agevolato dello 0,50% nella misura del 50% dell’agevolazione con­cessa ai sensi del pre­sente bando. La durata del finanzi­a­mento è fis­sata in otto anni per gli inves­ti­menti rel­a­tivi a immo­bili, impianti, macchi­nari ed attrez­za­ture e di cinque anni per gli inves­ti­menti rel­a­tivi alla sola dotazione di impianti, macchi­nari ed attrez­za­ture, con rate costanti, ai quali potrà essere som­mato un peri­odo di pre­am­mor­ta­mento nel lim­ite tem­po­rale mas­simo con­cesso per il com­ple­ta­mento dell’intervento.

Pre­sen­tazione delle pro­poste
Le domande di ammis­sione ad agevolazione devono essere redatte esclu­si­va­mente on line acce­dendo al sis­tema “Bandi on line” dal sito inter­net www.filse.it, com­pi­late in ogni loro parte e com­plete di tutta la doc­u­men­tazione richi­esta, da alle­gare alle stesse in for­mato elet­tron­ico, fir­mate dig­i­tal­mente dal soggetto richiedente e inoltrate esclu­si­va­mente uti­liz­zando la pro­ce­dura infor­mat­ica di invio telem­atico, pena l’irricevibilità della domanda stessa, a decor­rere dal giorno 15/02/2012 al giorno 15/03/2012.

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La grande azienda potrebbe fare molto

In qual­si­asi tipo di aggregazione di Aziende, reti, con­sorzi etc., ho riscon­trato per espe­rienza diretta che l’imprenditore mette sem­pre al primo posto ” il pro­prio tor­na­conto “. Quindi il vero morivo del man­cato decollo delle reti e’ la man­canza di cul­tura, soprat­tutto al Sud, dell’imprenditore e nella sua man­canza di fidu­cia verso obi­et­tivi comuni ori­en­tati a miglio­rare il man­age­ment e con­qui­s­tando nuovi mer­cati attra­verso servizi, risorse e prodotti messi a fat­tor comune con altre Aziende aggre­gate.
La grande Azienda potrebbe fare molto per favorire questa cultura.

Per il suo forte potere con­trat­tuale potrebbe imporre al suo indotto di cos­ti­tuirsi in aggregazioni di Aziende final­iz­zate ad uno speci­fico prodotto o servizio. La Grande Aziende sceglie tra i for­n­i­tori fideliz­zati un part­ner con chiare capacita’ di ges­tione e soprat­tuto finanziare che può gestire un parco di for­n­i­tori con fat­turati bassi e quindi meglio gestibili.
Il van­tag­gio della Grande Azienda e’ più che evi­dente non ges­tendo più for­n­i­tori che intasano le linee della con­tabil­ità for­n­i­tori per giuste richi­este di paga­mento che sareb­bero tutte in carico al for­n­i­tore part­ner con il quale la G.A. potrebbe con­cor­dare forme di paga­mento ancora più flessibili ma certe (es. Fac­tor­ing pro soluto con matu­rity). Van­tag­gio evi­dente anche per tutta la parte tec­nica e di qual­ità della G.A. impeg­nati con una serie di for­n­i­tori per risol­vere prob­lemi di doc­u­men­tazione e fasi di accettazione di par­ti­co­lari o sot­toassiemi che sareb­bero tutti a carico del for­n­i­tore partner.

L’aggregazione di pic­cole realtà a for­n­i­tori dotati di strut­tura prog­et­tuale, tec­nica, pro­dut­tiva e finanziaria, favorisce il trasfer­i­mento di Know-how e quindi la crescita di queste realtà ed ori­en­tarle verso una diversa con­vinzione pro­prio verso quelle forme di asso­ci­azione più spinte.

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Reti di impresa in Piemonte: aggiungere competitività al territorio

Fonte : Union­camere Piemonte

Il prog­etto ‘Reti di impresa in Piemonte: aggiun­gere com­pet­i­tiv­ità al ter­ri­to­rio’, real­iz­zato da Union­camere Piemonte e dalle Camere di com­mer­cio provin­ciali gra­zie all’accordo di pro­gramma MISE-Unioncamere 2010, è final­iz­zato a sostenere pro­cessi di inte­grazione tra imp­rese, allo scopo di sup­port­are la rior­ga­niz­zazione delle fil­iere, di incre­mentare l’efficienza pro­dut­tiva, lo sviluppo com­mer­ciale delle imp­rese e la loro capac­ità innovativa.

In par­ti­co­lare, il prog­etto intende sostenere la crescita dei rag­grup­pa­menti di imp­rese cos­ti­tu­iti nel corso del 2011/2012, o in fase di atti­vazione, sec­ondo la forma del con­tratto di rete, volto a poten­ziare la forza con­trat­tuale delle imp­rese e accrescerne la com­pet­i­tiv­ità sui mer­cati nazion­ali ed inter­nazion­ali, miglio­ran­done la capac­ità di inno­vazione e le oppor­tu­nità per rea­gire alle dif­fi­coltà con­nesse alla con­giun­tura economica. 

Il prog­etto verrà pre­sen­tato in un ciclo di incon­tri che si terrà presso le Camere di com­mer­cio del Piemonte (v.Calendario)  dal 16 gen­naio al 22 feb­braio 2012.

Il con­tratto di rete viene definito come il ‘con­tratto medi­ante il quale più impren­di­tori perseguono lo scopo di accrescere, indi­vid­ual­mente e col­let­ti­va­mente, la pro­pria capac­ità inno­v­a­tiva e la pro­pria com­pet­i­tiv­ità sul mer­cato e a tal fine si obbligano, sulla base di un pro­gramma comune, a col­lab­o­rare in forme e in ambiti pre­de­ter­mi­nati atti­nenti l’esercizio delle pro­prie imp­rese ovvero a scam­biarsi infor­mazioni o prestazioni di natura indus­tri­ale, com­mer­ciale, tec­nica o tec­no­log­ica ovvero ancora a esercitare in comune una o più attiv­ità rien­tranti nell’oggetto della pro­pria impresa’.

Per incen­ti­vare la creazione di nuove reti d’impresa, Union­camere Piemonte e le Camere di com­mer­cio provin­ciali hanno indetto un bando volto a sostenere le imp­rese nella fase di start up gra­zie all’abbattimento dei costi rel­a­tivi a con­sulenze pro­fes­sion­ali e studi di fattibilità. 

Le richi­este di con­trib­uto dovranno essere invi­ate tra il 15 gen­naio e il 31 marzo 2012 in modal­ità telem­at­ica all’indirizzo di posta cer­ti­fi­cata segreteriaunioncamerepiemonte@legalmail.it

La grad­u­a­to­ria com­pleta dei prog­etti ammessi alle agevolazioni del bando sarà pub­bli­cata on line in seguito alla chiusura del bando, entro il 30 aprile 2012.

Per ulte­ri­ori appro­fondi­menti sui con­tratti di rete è on line la pub­bli­cazione ‘Reti d’impresa. Un’opzione cred­i­bile per lo sviluppo del sis­tema pro­dut­tivo ital­iano’ a cura del Cen­tro studi di Union­camere italiana.



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Toscana — Bando per il sostegno dei processi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese

Fonti :

Soggetti ben­e­fi­ciari

Pic­cole e medie imp­rese, sin­go­lar­mente indi­vid­u­ate o in forma aggre­gata (attra­verso con­sorzi, rag­grup­pa­menti tem­po­ranei, reti) come def­i­nite dall’allegato 1 del Reg. CE n. 800/2008 della Com­mis­sione euro­pea, ubi­cate (anche con unità locali) nell’intero ter­ri­to­rio regionale, rego­lar­mente iscritte al reg­istro delle imp­rese, che esercitino un’attività eco­nom­ica indi­cata come preva­lente nelle seguenti sezioni della clas­si­fi­cazione delle attiv­ità eco­nomiche ATECO 2007:

B – Estrazione di min­er­ali da cave e miniere, ad esclu­sione dei gruppi 05.1, 05.2 e della classe 08.92
C — Attiv­ità man­i­fat­turiere, ad esclu­sione del gruppo 19.1
E – For­ni­tura di acqua; reti fog­narie, attiv­ità di ges­tione dei rifiuti e risana­mento
F – Costruzioni
H – Trasporto e mag­a­zz­i­nag­gio, ad esclu­sione dei gruppi 49.1, 49.3, 50.1, 50.3, 51.1, 51.2, 53.1 e 53.2 J – Servizi di infor­mazione e comu­ni­cazione, ad esclu­sione della divi­sione 60 e dei gruppi 61.9, 63.9
M – Attiv­ità pro­fes­sion­ali, sci­en­ti­fiche e tec­niche, lim­i­tata­mente ai gruppi 71.2, 72.1, 74.1 S – Altre attiv­ità di servizi, lim­i­tata­mente alla cat­e­go­ria 96.01.1

Inizia­tive Agevolabili

Sono ammis­si­bili alle agevolazioni le spese rel­a­tive a prog­etti di pen­e­trazione com­mer­ciale, riv­olti a Paesi esterni all’area UE, che com­pren­dano le seguenti attività:

  1. Parte­ci­pazione a fiere e saloni, ubi­cati in Paesi esterni all’area UE, per i quali l’impresa non sia ben­e­fi­cia­ria di contributi/servizi di Toscana Pro­mozione, o di altri soggetti pubblici.
  2. Creazione di uffici o sale espos­i­tive all’estero.
  3. Real­iz­zazione di nuovi cen­tri di assis­tenza tec­nica post-vendita all’estero, detenuti in forma diretta.
  4. Real­iz­zazione di nuove strut­ture logis­tiche all’estero di tran­sito e di dis­tribuzione inter­nazionale di prodotti, detenute in forma diretta.
  5. Azioni pro­mozion­ali: incom­ing di oper­a­tori esteri, incon­tri bilat­er­ali fra oper­a­tori, work­shop, sem­i­nari all’estero o in Toscana, azioni di comu­ni­cazione sul mer­cato, eventi col­lat­er­ali alle pre­senze fieristiche.
  6. Servizi e attiv­ità di con­sulenza. Ges­tione e coor­di­na­mento del prog­etto (purché il pro­gramma di inter­nazion­al­iz­zazione sia pre­sen­tato da un RTI, da una rete di imp­rese o da un consorzio).

Non sono ammessi i pro­grammi di inter­nazion­al­iz­zazione che prevedano esclu­si­va­mente le attiv­ità di cui alla let­tera A o quelle di cui alla let­tera F, nep­pure se tali tipolo­gie sono pre­senti entrambe.

E’ esclusa l’ammissibilità di pro­grammi di inter­nazion­al­iz­zazione che pos­sano con­fig­u­rarsi quali aiuti all’esportazione sec­ondo quanto indi­cato all’art. 1, lett. d) del Rego­la­mento (CE) n. 1998/2006 della Com­mis­sione del 15/12/2006 rel­a­tivo all’applicazione degli artt. 87 e 88 del trat­tato agli aiuti di impor­tanza minore “de minimis”[1]. ì

I pro­grammi di inter­nazion­al­iz­zazione non devono prevedere inter­venti di delo­cal­iz­zazione. Ai fini del pre­sente bando, il pro­gramma non prevede delo­cal­iz­zazione quando non com­porta dis­mis­sione totale o parziale di attiv­ità pro­dut­tive, con con­seguente depoten­zi­a­mento della capac­ità pro­dut­tiva della/e sede/i operativa/e local­iz­zate in Toscana e sul ter­ri­to­rio nazionale. Il rispetto di tale con­dizione dovrà essere dichiarato dall’impresa pro­po­nente, con la pre­sen­tazione della domanda di ammis­sione all’agevolazione, e potrà essere oggetto di suc­ces­siva verifica.

L’ investimento ammis­si­bile, per la sin­gola impresa  è tra  un min­imo di € 15.000 ed un mas­simo di € 150.000. Nel caso di con­sorzi i lim­iti aumen­tano a min € 50.000 e max € 400.000, men­tre per RTI e con­tratti di rete min € 50.000 e max € 1 mln. Riman­di­amo al par. 6 per i lim­iti ammis­si­bili pre­visti con rifer­i­mento a cias­cuna voce di spesa.

L’agevolazione è con­cessa nella forma del con­trib­uto in c/c e nella misura del 50% delle spese ammis­si­bili. Sono pre­viste nuove modal­ità di erogazione, non più solo a saldo, ma anche con pos­si­bil­ità di un anticipo del 40%.

La for­mazione dela grad­u­a­to­ria  pre­mierà i pro­grammi pre­sen­tati da reti di imprese, i pro­grammi pre­sen­tati da imp­rese aventi unità locali nelle aree riconosciute da provved­i­mento statale o regionale in con­dizione di “crisi com­p­lessa”, i pro­grammi pro­posti da imp­rese il cui cap­i­tale sia detenuto per la mag­gio­ranza da gio­vani (max 40 anni).

Il pro­gramma di inves­ti­mento deve essere real­iz­zato almeno nella misura del 70% ed entro 18 mesi dalla data di pub­bli­cazione sul BURT della grad­u­a­to­ria (e non più dalla data di pre­sen­tazione del prog­etto), con la pre­vi­sione di even­tu­ali proroghe.

Il pla­fond di risorse disponi­bili è pari a circa € 10 mln a valere sul FAS — Fondo Aree Sottoutilizzate.

Le domande di ammis­sione all’agevolazione potranno essere redatte on line acce­dendo al Sis­tema Ges­tionale di Sviluppo Toscana S.p.A. – PAR FAS 2007 – 2013 dal sito Inter­net https://sviluppo.toscana.it/internazionalizzazione a par­tire dal 12 gen­naio 2012 e fino al 23 marzo 2012..
Si speci­fica, l’obbligo per le imp­rese di dotarsi di una casella di PEC (posta elet­tron­ica cer­ti­fi­cata) e di firma dig­i­tale ai sensi della nor­ma­tiva vigente (in par­ti­co­lare ai sensi del comma 6 dell’art.16 del D.L. 185/2008).
 

In rifer­i­mento alla parte­ci­pazione delle imp­rese in forma aggre­gata attra­verso Con­sorzi, RTI, reti, si speci­fica che le pre­mi­al­ità di cui ai punti 6, 7, 8, 9 e 10 di cui al para­grafo 10. “For­mazione della grad­u­a­to­ria e ammis­sione all’agevolazione” del bando sono attribuite se almeno una delle imp­rese parte­ci­panti al pro­gramma di inter­nazion­al­iz­zazione possiede i req­ui­siti pre­visti da tali punti. Men­tre, ai fini dell’attribuzione della pre­mi­al­ità di cui al punto 2. dello stesso para­grafo 10. del bando, il pun­teg­gio è asseg­nato se il req­ui­sito ter­ri­to­ri­ale è posse­duto da almeno la metà delle imp­rese parte­ci­panti al pro­gramma.
Gli account ven­gono rilas­ciati sino alle ore 12.00 del giorno prece­dente la sca­denza del bando

Fonte e doc­u­men­tazione  : Sviluppo Toscana

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Marche — INTERVENTI A FAVORE DEI CONSORZI

Fonte : impresa.marche.it

Con la Delib­era regionale n. 1638 del 07/12/2011 la Giunta Regionale ha approvato le dis­po­sizioni annu­ali di attuazione per il 2011 degli artt. 15 e 24 della LR. n. 20/2003 — T.U. delle norme in mate­ria indus­tri­ale, arti­giana e dei servizi alla pro­duzione.
Gli inter­venti pre­visti dall’art.15 mirano ad agevolare l’attività dei con­sorzi di imp­rese marchi­giane già cos­ti­tu­iti e a favorire la crescita dimen­sion­ale delle imp­rese.
A tal fine sono pre­visti con­tributi per spese di inves­ti­mento in beni mate­ri­ali e imma­te­ri­ali nec­es­sari alla real­iz­zazione di pro­grammi di attiv­ità con­sor­tile anche medi­ante con­tributi volti a sostenere i pro­cessi di fusione tra le PMI nonché reti di imp­rese e altre forme asso­cia­tive.
Gli inter­vetni pre­visti dall’art.24 preve­dono con­tributi per l’abbattimento del costo delle oper­azioni di finanzi­a­mento.
I ter­mini,  le modal­ità oper­a­tive per la pre­sen­tazioe delle domande e la rel­a­tiva mod­ulis­tica sono stati approvati con i seguenti decreti:

Art. 15 (Sca­denza 12/01/2012)
DDPF n. 171/IRE del 12/12/2011  
DDPF n. 172/IRE del 12/12/2011
DDPF n. 173/IRE del 12/12/2011
DDPF n. 174/IRE del 12/12/2011

Art.24 (Sca­denza 20/01/2012)
DDPF n. 33/ACF del 12/12/2011

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Reti d’impresa al doppio test di fine anno

Fonte : il Sole 24 Ore a  cura di Paolo Meneghetti , Alessan­dro Sacrestano

“Doppio impegno di fine anno per le imp­rese che aderiscono a una rete. In primo luogo bisogna indi­vid­uare quale quota di utili va accan­to­nata al fondo comune e cos­ti­tu­isce nei sin­goli bilanci delle imp­rese ader­enti una ris­erva in sospen­sione d’imposta che ben­e­fi­cia della detas­sazione” (Paolo Meneghetti — Il Sole 24 Ore — leggi su http://24o.it/K9Quw)

“Nonos­tante la norma isti­tu­tiva del con­tratto di rete (Dl 5/2009 poi mod­i­fi­cata dal Dl 78/2010) non abbia indi­vid­u­ato l’obbligo di cos­ti­tuire il fondo comune della rete, la sua gen­esi è ritenuta con­dizione nec­es­saria per ottenere l’agevolazione fis­cale.” (Paolo Meneghetti — Il Sole 24 Ore — leggi su http://24o.it/K9Quw)

“L’accantonamento al fondo comune cos­ti­tu­isce un’autonoma oper­azione di ogni impresa ader­ente, poiché il con­tratto di rete non con­figura un nuovo e sep­a­rato soggetto giuridico — come ha ril­e­vato lo stu­dio 1/2011 del Con­siglio nazionale del Notari­ato — quindi ogni ader­ente pre­sen­terà nel pro­prio pat­ri­mo­nio netto una ris­erva apposi­ta­mente denom­i­nata non aggred­i­bile da suoi cred­i­tori” (Paolo Meneghetti — Il Sole 24 Ore — leggi su http://24o.it/K9Quw)

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S.I.R.I. Servizi Integrati per le Reti di Impresa

S.I.R.I. Servizi Inte­grati per le Reti di Impresa è un prog­etto pro­mosso da Aspin e dalla Cam­era di Com­mer­cio di Frosi­none, in parte­nar­i­ato con Union­camere e le Camere di Com­mer­cio di Por­de­none e Tri­este e finanzi­ato dall’Accordo di Pro­gramma MISE — Union­camere 2009/2010. L’iniziativa è tesa ad indi­vid­uare e sti­mo­lare la nascita di mod­elli orga­niz­za­tivi e ges­tion­ali che
per­me­t­tano alle imp­rese di svilup­pare sin­ergie e com­por­ta­menti col­lab­o­ra­tivi, iden­ti­f­i­cando obi­et­tivi e strate­gie comuni nel rispetto della pro­pria autono­mia. L’introduzione della nuova forma di con­tratto (il con­tratto di rete) con­sente, effet­ti­va­mente, di
svilup­pare una aggregazione che offre il sur­plus tipico della grande impresa alle pic­cole imp­rese, senza snat­u­rarne la flessibil­ità e l’individualità che sono alla base della loro essenza, superando al con­tempo quella fram­men­tazione che, sinora, ha gen­er­ato dis­per­sione di energie, cap­i­tali e conoscenze.

Per­chè una Rete di Imp­rese ? Le imp­rese più attive ed inno­v­a­tive hanno riconosci­uto l’importanza strate­gica della rete e dei
van­taggi che essa com­porta, dis­co­stan­dosi dai tradizion­ali mod­elli orga­niz­za­tivi. Attra­verso la rete le imp­rese di una stessa fil­iera o apparte­nenti a set­tori com­ple­men­tari pos­sono col­lab­o­rare per dar vita a prog­etti comuni di natura tec­no­log­ica, indus­tri­ale, com­mer­ciale e pro­dut­tiva, val­oriz­zando le sin­gole poten­zial­ità per raf­forzare la pro­pria com­pet­i­tiv­ità sui mer­cati. Il con­tratto di rete potrebbe, dunque, con­sen­tire alle PMI di super­are la scar­sità di risorse umane, tec­niche e finanziarie che spesso è la causa prin­ci­pale del basso liv­ello di inves­ti­menti e di inno­vazione di processo e di prodotto. Le poten­zial­ità delle reti di imp­rese nello sviluppo di nuovi sis­temi di inte­grazione ed orga­niz­zazione ha destato, negli ultimi anni, un inter­esse cres­cente da parte delle stesse imp­rese e delle Isti­tuzioni, le quali si sono atti­vate per la pre­dis­po­sizione di adeguati stru­menti infor­ma­tivi e for­ma­tivi allo
scopo di pro­muo­vere una “cul­tura in rete” e sen­si­bi­liz­zare il sis­tema imprenditoriale.

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