La grande azienda che decide di patrocinare la nascita di una Rete di Imprese tra i propri fornitori o decide di “comprare” da una Rete esistente, sceglie di privilegiare la strategia del buy rispetto alla strategia del make. Cambia la logica cliente — fornitore. Il cliente esternalizza, passa all’outsourcing.
Il bisogno può nascere dalla consapevolezza di avere, al proprio interno, un reparto produttivo inadeguato in situazioni standard o durante picchi di portafoglio, oppure, dalla consapevolezza di avere una struttura organizzativa inefficiente nella gestione della catena dei fornitori (conto lavoro attivo) : costi di organizzazione e costi di transazione.
I costi di transazione evolvono dal “contatto” al “controllo”, passando per la “negoziazione”. Sono vincolati proporzionalmente alla domanda del bene/servizio attraverso almeno 3 fattori : incertezza, frequenza, specificità.
I costi di organizzazione sono vincolati alla struttura gerarchica ed al sistema informativo. La complessità di uno o di entrambi porta ad una perdita di informazione che si traduce in una aumento del costo di transazione.
I costi produttivi, organizzativi e di transazione vengono dirottati sull’elemento Rete che figura, all’esterno, come MacroImpresa.
La Rete funzionante, più efficiente perchè dotata di strutture più mobili, o meglio, non appesantita da sovrastrutture, riesce a fornire al cliente il prodotto finito con un costo gestionale inferiore al costo storico del cliente.





