La CapoGruppo : ATI, Consorzi, Contratti

Fino a ieri uno dei modi più uti­liz­zati per “fare Rete”  era cos­ti­tuire un ATI (Asso­ci­azione Tem­po­ranea di Imp­rese). l’ATI è una forma di aggregazione che può essere cos­ti­tuita sia da imp­rese, sia da liberi pro­fes­sion­isti, sia da Enti pub­blici o pri­vati. Con l’ATI si crea un mandato ad una delle aziende (parti) costituenti da parte delle altre per essere il rap­p­re­sen­tante rispetto ai cli­enti, ai for­n­i­tori, alle isti­tuzioni. L’ATI non è dotata di per­son­al­ità giuridica e fiscale.

In mer­ito ai rap­porti che si cre­ano tra le aziende di una rete, l’ATI, per sua natura, ha sem­pre pre­sen­tato una lim­i­tazione : una delle aziende, la capogruppo, pur man­te­nendo la pro­pria indi­vid­u­al­ità si erge sulle altre. Acquista un ruolo pre­dom­i­nante per­chè diventa l’interfaccia verso il mondo esterno. Nat­u­ral­mente questo ruolo non accresce solo il val­ore della azienda ma ne deter­mina anche nuovi obblighi.  

Per fare un esem­pio con­creto uno dei prob­lemi che por­tano a tali squilibri è banale : in tutte le ana­gra­fiche dei cli­enti della Rete com­pare solo la par­tita IVA della capogruppo. I nodi “scom­paiono” di fronte ai cli­enti e questa è una delle carat­ter­is­tiche “volute” di una Rete Ver­ti­cale. In questo caso però si reg­is­tra una dis­parita : gli altri nodi di Rete non hanno alcun diritto sulla capogruppo. Tutti man­ten­gono, altra carat­ter­is­tica delle Rete, la pro­pria indi­vid­u­al­ità. Il carat­tere tem­po­ra­neo dell’ATI accresce le pos­si­bil­ità di creare grosse disuguaglianze.

Con la legge 122 del 30 Luglio 2010 è stato introdotto nel “Con­tratto di Rete” la stessa idea che carat­ter­izza le ATI : “..se il con­tratto ne prevede l’istituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denom­i­nazione sociale del soggetto prescelto per svol­gere l’ufficio di organo comune per l’esecuzione del con­tratto o di una o piu’ parti o fasi di esso, i poteri di ges­tione e di rap­p­re­sen­tanza con­fer­iti a tale soggetto come man­datario comune nonche’ le regole rel­a­tive alla sua even­tuale sos­ti­tuzione durante la vigenza del con­tratto. Salvo che sia diver­sa­mente dis­posto nel con­tratto, l’organo comune agisce in rap­p­re­sen­tanza degli impren­di­tori, anche indi­vid­u­ali, parte­ci­panti al con­tratto, nelle pro­ce­dure di pro­gram­mazione negozi­ata con le pub­bliche ammin­is­trazioni, nelle pro­ce­dure iner­enti ad inter­venti di garanzia per l’accesso al cred­ito e in quelle iner­enti allo sviluppo del sis­tema impren­di­to­ri­ale nei pro­cessi di inter­nazion­al­iz­zazione e di inno­vazione pre­visti dall’ordinamento nonche’ all’utilizzazione di stru­menti di pro­mozione e tutela dei prodotti e marchi di qualita’ o di cui sia adeguata­mente garan­tita la gen­uinita’ della provenienza”

Con il Con­tratto di Rete si potreb­bero creare ad oggi, le stesse dis­ug­uaglianze dell’ATI con l’unica dif­ferenza che la capogruppo potrebbe essere nel tempo sos­ti­tuita da un altro nodo. Rimanendo nel nos­tro esem­pio, costrin­ger­este i vostri cli­enti, for­n­i­tori ed esterni a mod­i­fi­care tutte le loro anagrafiche ?

Una delle alter­na­tive a queste con­fig­u­razioni è la cos­ti­tuzione di un Con­sorzio. E’ una aggregazione di sole imp­rese nel numero min­imo di 2 (aggre­gando 5 PMI si pos­sono accedere ad agevolazioni fiscali). Il Con­sorzio può oper­are anche verso non soci; è dotato di par­tita Iva e di autono­mia pat­ri­mo­ni­ale. Non ha per­son­al­ità giuridica . Lo Statuto Sociale con­tiene i diritti e gli obb­lighi dei soci; le modal­ità di ade­sione e di recesso; il sis­tema di gov­erno e la sua dis­ci­plina, ecc.  Il Con­sorzio diventa la capogruppo : questa asso­ci­azione sem­bra quindi garan­tire mag­giore uguaglianza di diritti e doveri ai nodi. Par­al­le­la­mente il Con­sorzio gode di sim­ili diritti di agevolazione fis­cale dei Con­tratti di Rete anche se in questi ultimi non esiste l’obbligo di avere almeno 5 aziende.

Se vogliamo invece atten­erci alle dis­po­sizioni del leg­is­la­tore che ci dice “per fare Rete dovete usare il Con­tratto di Rete”,  o se siamo meno di 5 aziende pos­si­amo creare Rete cos­tituendo una nuova azienda con la parte­ci­pazione di tutti nodi nel cap­i­tale sociale. I nodi avreb­bero gli stessi diritti e doveri ‚ rego­lati da parte­ci­pazione e statuti, sul nuovo soggetto. La nuova azienda diviene la CapoGruppo nel Con­tratto di Rete.

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13 Commenti

  1. paolo lamperti
    Pubblicato il 09/09/2010 alle 17:08 | Permalink

    Buon­giorno,
    mi chiedevo
    1. se siete a conoscenza di reti già in essere anche da con­tattare epr tes­ti­mo­ni­anze; 2. se ci sono van­taggi fis­cali e se sì di che tipo/entità.

    gra­zie molte

    • Pubblicato il 09/09/2010 alle 17:13 | Permalink

      Reti esistenti : veda http://www.retidiimprese.it/links/ (esempi)
      Van­taggi fis­cali : legga http://www.retidiimprese.it/2010/08/legge-30-luglio-2010-n-122/ In effetti siamo ancora in ter­mini di decreto non esiste una attuazione da parte dell’agenzia dell’entrate e men che meno dalla comu­nità europea.

      • Giuseppe Nobile
        Pubblicato il 01/10/2010 alle 18:25 | Permalink

        Salve e gra­zie per le informazioni.

        Scor­rendo le aziende ripor­tate nel link come esempi di reti esistenti mi è sorto un dub­bio: le reti seg­nalate sono in linea con quanto prevede la L. 33/2009? Hanno cioè stip­u­lato un “Con­tratto di Rete”?

        tks

        • Pubblicato il 01/10/2010 alle 18:39 | Permalink

          No, o almeno, non tutte ad oggi.
          Negli esempi citati com­paiono solo pochissime reti “nuove”. Tutte le altre esistono da tempi non sospetti: quando ancora non era in auge “il Con­tratto di Rete”.
          Rib­a­di­amo che “La Rete” è un modo di lavo­rare insieme. Il Con­tratto di Rete è invece solo uno stru­mento per darle con­cretezza; uno stru­mento per­al­tro ancora insuf­fi­ciente, a mio parere. Una Rete esiste anche senza un con­tratto così come.…le cop­pie di fatto.

  2. Desirè Inama
    Pubblicato il 12/05/2011 alle 23:23 | Permalink

    Buonasera,
    mi chiedevo il con­sorzio a che tipolo­gia di rete( in base alle varie clas­si­fi­cazioni esistenti) si può collegare?In spe­cial modo un con­sorzio frut­ti­colo come può essere il con­sorzio Melinda.

    Vi ringrazio.

  3. Alessandro
    Pubblicato il 14/07/2011 alle 15:23 | Permalink

    Salve a tutti. Mi riv­olgo a voi esperti per chiarire alcuni aspetti legali del con­tratto di rete.
    1) Quali sono le con­seguenze del vuoto giuridico della rete? (Leggi che regolano la risoluzione del deb­ito verso terzi per esem­pio esistono già, quindi quali sono i lim­iti della rete in man­canza della per­son­al­ità giuridica? Per inter­derci, quali sono le cose che la rete non può fare)
    2) Di che cosa è priva la rete, in man­canza della par­ti­tia IVA? (So al riguardo che la rete può dis­porre di un codice fis­cale ma rimane un non-soggetto trib­u­tar­tio. Che sig­nifica?)
    3) la legge vigente sull’abuso di dipen­denza eco­nom­ica non può essere appli­cata alle reti?
    4) Le altre clau­sole non sono state di propos­ito las­ci­ate alla lib­era con­trat­tazione fra le parti?
    5) Quali sono le mag­giori dif­ferenze (immag­ino quindi rel­a­tive a van­taggi fis­cali o ad aspetti legali, oltre che al “pur­pose” eco­nom­ico) tra le forme esistenti di aggregazione?

    In con­clu­sione, sec­ondo voi, quali di questi sono veri lim­iti del con­tratto di rete? Ve ne sono altri?

  4. Manuela
    Pubblicato il 20/07/2011 alle 18:25 | Permalink

    Salve a tutti, mi sono imbat­tuta qui per caso, per­chè da giorni mi assilla un dub­bio, nel caso di Ati (al 50%) tra due imp­rese A e B queste imp­rese hanno vinto un appalto pub­blico, la soci­età A fa una fat­tura tem­po­ranea al Comune quando quest’ultimo eroga il denaro la soci­età emette fat­tura.
    Voi direte il prob­lema dove sta? Il prob­lema è che la soci­età A vuole dalla soci­età B la parte spet­tante di iva prima che il Comune paghi il servizio prestato!!! E’ pos­si­bile? C’è un decreto che dis­ci­plina ciò?
    Con­fido in una risposta!!!
    Grazie!!!

    • nico
      Pubblicato il 22/10/2011 alle 13:49 | Permalink

      Ciao, la soci­età A doveva gestire tutto con l’iva in sospen­sione.. cosa vuol dire, che chi emette fat­ture verso enti pub­blici è come se liq­uidasse l’iva “per cassa” ovvero è tenuta a ver­sarla il 16 del mese suc­ces­sivo all’incasso da parte del comune. Altri­menti, per lavori grossi, le soci­età come quella che descrivi (la A) rimar­reb­bero sof­fo­cate. Se la soci­età A chiede al suo com­mer­cial­ista di sicuro gli fanno appli­care l’iva in sospensione

  5. daniela
    Pubblicato il 16/01/2012 alle 11:57 | Permalink

    Buon­giorno a tutti,
    mi sapreste dire se Cen­tri di ricerca/Università/EPR/enti pub­blici pos­sono entrare a far parte di una rete sot­to­scrivendo il con­tratto di rete?
    Gra­zie mille,

    Daniela

    • Annamaria
      Pubblicato il 01/02/2012 alle 12:27 | Permalink

      Ciao Daniela,
      la legge 122/2010 che ha mod­i­fi­cato sostanzial­mente la prece­dente dis­ci­plina sulle reti di impresa prevede tes­tual­mente che “con il con­tratto di reti più impren­di­tori perseguono lo scopo di accrescere etc.…” e quindi ten­den­zial­mente direi di no.
      Recen­te­mente mi sono imbat­tuta in un docente che in realtà parlava della pos­si­bil­ità per questi enti di sot­to­scri­vere un con­tratto di rete ma ad oggi delle 200 reti esistenti non mi risulta che abbiano ader­ito epr/università.
      ciao

  6. Bruno
    Pubblicato il 10/03/2012 alle 23:03 | Permalink

    Buonasera volevo chiedere se ave­vate avuto richi­este di rete di impresa tra pro­fes­sion­isti se le ritenete possibili .

    Se non ho letto male ho visto che un pro­fes­sion­ista può essere all’interno di una rete di imp­rese MA mi chiedo una rete di soli pro­fes­sion­isti esiste ? è pos­si­bile ?
    Gra­zie cor­diali saluti

    • Annamaria Marconi
      Pubblicato il 15/03/2012 alle 10:44 | Permalink

      Salve,
      ancora una volta riper­cor­rendo il testo della Legge 122/2010, è indi­cato chiara­mente che la rete può essere cos­ti­tuita da “impren­di­tori”.
      I sin­goli pro­fes­sion­isti non sono con­siderati impren­di­tori, a meno che la pro­fes­sione non sia eserci­tata nell’ambito di una attiv­ità orga­niz­zata in forma di impresa: gli studi di pro­fes­sion­isti si.

  7. Antonella Grasso
    Pubblicato il 15/03/2012 alle 13:03 | Permalink

    No, al momento il con­tratto di rete può essere stip­u­lato solo tra due o più imp­rese. In sede di con­ver­sione del provved­i­mento, che ha introdotto il con­tratto di rete, come CNA ave­vamo chiesto che i pro­fes­sion­isti potessero parte­ci­pare, ma l’emendamento non è pas­sato. Ad oggi l’unica novità è un emen­da­mento pre­sen­tato sul decreto lib­er­al­iz­zazioni, pre­cisa­mente l’emendamento 9.04 (art. 9 bis, comma 2) che prevede la pos­si­bil­ità di cos­ti­tuire reti di pro­fes­sion­isti, anche mul­ti­dis­ci­pli­nari, in forma di asso­ci­azioni tem­po­ra­nee, per eseguire in comune opere o man­dati pro­fes­sion­ali. Nel testo, però, non si fa alcun rifer­i­mento al con­tratto di rete. Si tratta di un primo passo e bisogna aspettare l’esito dell’iter par­la­mentare. Le asso­ci­azioni pro­fes­sion­ali che rap­p­re­sen­ti­amo sono molto inter­es­sate a forme di aggregazioni tra pro­fes­sion­isti e soprat­tutto alla pos­si­bil­ità di parte­ci­pare ad aggregazioni nel mondo man­i­fat­turiero. Per cui la CNA è impeg­nata a spon­soriz­zare l’apertura dei con­tratti di rete anche alle professioni

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