NASCITA
La Rete (che funziona) nasce da 2 (almeno) imprenditori che si innamorano l’uno dell’altro.
Sono 2 imprenditori che si conosco già ; nel passato hanno anche collaborato ad alcuni progetti o sono stati parte della stessa filiera. Non sono competitor ma rientrano nella stesa catena produttiva. Sono bravissimi nel loro lavoro e ognuno riconosce nell’altro questa eccellenza. I nostri 2 imprenditori, qualche volta, vanno a pranzo insieme e presto si rendono conto di pensarla allo stesso modo su diversi ambiti della gestione aziendale. Forse uno dei 2, più carismatico, tende a trascinare il secondo, ma entrambi, infine, capiscono soprattutto di avere lo stesso sogno : un sogno più grande di quello che la propria realtà aziendale può permettergli di realizzare in tempi brevi.
I nostri 2 decidono così di lavorare insieme nel futuro mettendo questa Vision in comune: decidono di prendere le decisioni strategiche insieme. Sono decisioni che vanno prese “sopra” le 2 singole realtà aziendali ma che, su queste hanno, degli effetti a volte stringenti. Decidono di mettere a disposizione dell’altro i propri numeri e il proprio knowhow. Infine decidono di rivelarsi i propri punti deboli : “cosa non sanno fare”.
Quindi, prima dell’intervento di noi consulenti, prima della ricerca sul mercato di strumenti di analisi di rete ‚di benchmark di rete, di gestione dei processi di rete, prima di cercare un notaio per fare il famoso Contratto, esiste solo questo : 2 imprenditori con una Visione Comune.
ERRORI
Vediamo negli ultimi tempi esempi di Reti nate tra molti soci, spesso competitor, sponsorizzate da una o dall’altra associazione di categoria. Le associazioni sono molto utili per mettere insieme gli imprenditori che non si conoscono, ma, infine, sta agli imprenditori il trovare questo “sentimento” comune.
Vediamo negli ultimi tempi esempi di Reti “a termine”. L’impegno che i 2 imprenditori in rete si preparano a prendere è per la vita (o quasi). Se l’intento è invece partecipare ad un fiera o vincere un appalto contingente, si possono costituire consorzi o ATI.
Vediamo negli ultimi tempi l’utilizzo della “Rete” come panacea dei mail della crisi : Reti composte da aziende mediocri che vedono nel’progetto il metodo più “alla moda” per uscire dalla crisi; due aziende non competitive, insieme, danno vita ad un’ unica azienda non competitiva.
RIASSUNTO
Abbiamo, in questa prima parte del racconto, toccato alcuni punti fondamentali. Rivediamoli (non in ordine di importanza):
- Eccellenza delle aziende
- No Competitor
- Stessa catena produttiva
- Fiducia reciproca
- trasparenza reciproca
- la stessa visione
EVOLUZIONE
I nostri 2 imprenditori decidono di presentarsi all’esterno con un unica veste. Non possono rimbalzarsi il cliente a vicenda costringendo il mercato ad una continua ricerca dell’uomo di riferimento. Creano un nuovo marchio, un nuovo progetto di business. Cominciano a sponsorizzarlo presso i propri clienti storici. Decidono quindi di integrare una prima funzione : il marketing.
I clienti storici rispondono positivamente a questa nuova idea : avranno un unico fornitore che gli farà 2 “lavorazioni”; salteranno un anello della catena di prodotto. Si palesa contemporaneamente un nuovo mercato.
A questo punto i 2 imprenditori decidono di integrare altre risorse, per esempio le funzioni amministrative o di controllo qualità. Forse a questo punto bisogna fare un salto consistente : creano una nuova azienda che riporta tutte le funzioni trasversali e che si presenta con il nuovo marchio di Rete. Nelle singole aziende rimane il knowhow di prodotto.
Devono confrontarsi con l’esterno no-business : banche, istituzioni. Devono poter accedere a finanziamenti insieme. Stipulano il Contratto di Rete.
La Rete dei nostri 2 imprenditori deve essere ora rivista: si vogliono inserire in essa nuove attività di trasformazione del prodotto. Si cercano, o si creano, nuove aziende i cui imprenditori si integrano nel nucleo originario, condividendone la Vision.
In questa evoluzione rimane centrale, ed è bene sottolinearlo, il ruolo della nuova realtà aziendale creata. Esso :
- E’ l’espressione della Rete verso il mondo esterno : clienti, fornitori, istituzioni
- Integra le funzioni trasversali e di supporto.
- Si occupa di condividere e pubblicare la visione strategica di base









3 Commenti
Ciao Andrea, ho letto con interesse quello che hai scritto sulla nascita di una rete…ma ho qualche dubbio!!!!
Sai benissimo che io assieme ad altri imprenditori stiamo cercando di creare una rete funzionale.
Crediamo di essere l’eccellenza nei nostri settori, anzi scusa la presunzione lo siamo;
non siamo competitor;
Facciamo parte della stessa catena produttiva;
Abbiamo fiducia l’uno dell’altro e abbiamo le stesse visioni ma l’unico punto che non accomunerà mai il popolo degli imprenditori è questo la leadership di un’altro imprenditore.
Rimango sempre piu convinto che l’unica rete che funziona è quella che nasce da un solo imprenditore.…come quella che conosciamo.…ma purtroppo tutto ha una fine!!!
Purtroppo non posso concordare sulla visione di Gabriele riguardo alla LEADERSHIP all’interno di una struttura di Rete di Imprese.
Il problema della leadership è sicuramente uno dei più cruciali quando si cercano di aggregare imprenditori che, per loro natura o per cultura, sono spesso affetti dalla sindrome del cavaliere solitario. In alcuni casi può funzionare la speranza od il miraggio di ottenere vantaggi immediati dalla collaborazione reciproca, quale panacea per la supposta perdita di autonomia ma, in questi casi, l’orizzonte di sopravvivenza della collaborazione non da molte speranze per una lunga durata.
Cosa è una rete di aziende, guidate da un leader forte, se non un gruppo industriale sui generis?
Credo sia proprio invece nel DNA di una vera Rete il fatto che la leadership possa e debba essere condivisa. Perlomeno la leadership non deve essere confusa con la logica del “ma chi comanda qui dentro”. Vivere in Rete significa, come lascia intendere Andrea, ‘condividere e pubblicare la visione strategica di base’. Magari, tra i vari imprenditori, vi sarà qualcuno con una visione più ampia, con maggiore CARISMA, più ispiratore di altri, ma questo non ne fa il Ras della rete o colui che guida il gregge. La visione strategica viene messa in comune, arricchita dall’intervento degli altri e, infine, diventa visione ed ispirazione comune.
I commenti espressi mi hanno spinto a scrivere alcune riflessioni su un aspetto di cui formalmente non avevamo ancora discusso su queste pagine: l’individualismo. Tornando alla discussione, come Alessandro anch’io non condivido l’idea di Gabriele secondo cui l’unica Rete possibile è quella che nasce da “un sol uomo”. Sicuramente la Rete che nasce da un sol uomo ha una leadership decretata per imposizione che aiuta e velocizza molti meccanismi. Questo non toglie che esista anche una LeaderShip nata per “elezione” quando la Rete nasce per aggregazioni di più nodi. Come in tutti gli organismi la leadership viene gestita tramite mandato.
Per addentrarci nell’esempio di Gabriele il cui progetto di Rete sembra rispondere a tutti i crismi che abbiamo sottolineato su queste pagine, e di cui i nostri lettori mi scuseranno se non scendo ulteriormente nei dettagli, forse il punto cruciale sta nel numero di attori coinvolti : per semplificare, soprattutto all’inizio, è molto più facile mettere insieme 2 imprenditori piuttosto che 5.