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Chi va in Rete
L’obbiettivo vero è quello di riuscire a rendere globale un’azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni. Anche una piccola impresa, entrando a far parte integrante di una Rete di aziende, riesce a partecipare a progetti ai quali da sola non avrebbe mai avuto accesso, in mancanza dei mezzi categoricamente richiesti. La rete ha un ruolo chiave, anche per quanto riguarda la rappresentanza complessiva e soprattutto la possibilità di creare nuovi rapporti con mercati strategici, nei quali mettiamo anche quello del reperimento bancario del denaro necessario per lo sviluppo dell’azienda.
Si pensa che sia il territorio a fare la Rete, nel senso che essa “allaccerebbe” aziende residenti in un territorio univoco. Non è così in quanto le aree di cui parliamo sono spazi ed opportunità di lavoro che possono intercorrere bene tra imprese allocate anche in regioni o in nazioni diverse, se l’opportunità di interessi comuni lo richieda.
La motivazione per chi va in rete sta nella possibilità di superare i limiti insiti nella dimensione di singola impresa, per vestirsi della dimensione che esprime il nuovo “insieme” delle aziende in Rete. “Uno per tutti e tutti per uno”. Ciò spiega anche che le aziende che vanno in Rete non devono categoricamente appartenere ad un comparto di lavoro identico per tutti. Si sta insieme per essere parte integrante di un apparato complessivo superiore, in cui le valenze di rappresentanza e di decisionalità assumono una influenza ben più decisiva che non i titoli di valore della singola impresa.
Non l’ appartenenza allo stesso territorio o distretto industriale, non l’univocità del lavoro svolto dalle aziende, ma il vantaggio che proviene dall’essere parte di un sistema che polarizza le forze di tutte le aziende a garanzia della crescita della singola impresa, a prescindere dalle sue dimensioni. Ecco il senso della Rete di Aziende.